Ecatombe Milan: la fatal Verona condanna i rossoneri

Ecatombe Milan: la fatal Verona condanna i rossoneri

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img_1620-324x321 Ecatombe Milan: la fatal Verona condanna i rossoneri Calcio Sport

MILANO –

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Hellas Verona – Milan: 3-0
(Caracciolo 24’ pt., Kean 55’ st., Bessa 77’ st.)

La sconfitta di Verona è stata senza alcun dubbio grave, mortificante e inaccettabile. Ma rispetto all’integrità morale riconosciuta e comprovata di un allenatore, di uno staff tecnico e di una intera squadra, è altrettanto inaccettabile ogni forma di confusione sul concetto di dignità. Il Milan ha chiesto scusa per la partita di Verona, che presta il fianco a critiche, dure, molteplici e severe, ma puntare il dito sulla dignità lascia il retrogusto molto amaro di un accanimento che trascende il giudizio tecnico e l’esercizio di critica. Toni e giudizi non possono e non devono perdere l’equilibrio, anche di fronte ad una pessima, da parte del Milan, partita di calcio come quella di Verona: il pallone resta il pallone, la dignità resta ben altro.”

Così il Milan commenta il titolo che la Gazzetta dello Sport dedica all’indomani della deludente prestazione di Verona: “Milan senza dignità”.
Una presa di posizione volta a proteggere la squadra dopo le parole di Mirabelli e Gattuso che, a caldo, hanno chiesto scusa ai tifosi per la sconfitta e si sono dimostrati spiazzati da quanto accaduto. I tre goal presi a Verona, dopo i due di Benevento, regalano il triste primato di reti subite dalle due squadre in lotta per la salvezza e consegnano il Milan alla gogna mediatica.

LA GARA

Un Milan che ci prova, venticinque saranno i tiri al fischio finale, non basta contro un Verona concreto e un Nicolás in giornata di grazia. Il portiere del Verona diventa un gigante contro Suso e Kalinic, mura i tentativi di Bonaventura e Kessiè e spegne i colpi di testa di Romagnoli e Bonucci. Il Milan spinge ma non trova la strada del goal e il Verona, cinico e attento dopo la gara di mercoledì, punisce al 24’ con Caracciolo.
Una doccia fredda per la squadra di Gattuso che sembrava in controllo di una gara che semplicemente non voleva sbloccarsi.

GIOCHI FINITI

Dopo l’intervallo Gattuso sceglie di non cambiare uomini e attende il raddoppio veronese per cambiara qualcosa: quando il Milan si riversa nella metà campo giallo blu in cerca del pari, il talento casa Juventus Kean, conclude sotto misura infilando per la seconda volta Donnarumma. Il vortice di ansia che coglie il Milan è visibile ed i tentativi offensivi si moltiplicano in numero ma mancano di efficacia e precisione. Gattuso tenta le carte Cutrone e Andrè Sílva, ridisegnando il Milan con un 4-4-2 a trazione anteriore ma la porta sembra stregata mentre il Verona continua la sua gara attenta e misurata.
Al 77’ la goccia che fa traboccare il vaso: Bessa segna in contropiede il 3-0 per i padroni di casa e il Milan sprofonda nel chaos.
Negli ultimi minuti di gara sembra crederci soltanto Gattuso, con l’espulsione ingenerosa di Suso allo scadere del tempo regolamentare.

ORA CHE FARE?

Nove punti in meno rispetto alla scorsa annata, chiusa con un sesto posto che non può soddisfare le ambizioni rossonere, sette sconfitte in diciassette gare come non succedeva dalla stagione della retrocessione (‘81/82) e uno score offensivo terribile a fronte di un reparto difensivo che prende cinque goal da Verona e Benevento.
La situazione è grave, insensata quasi se si ripensa alle faraoniche campagne estive e al clamore di fine estate quando sembrava che il Milan dovesse competere anche per qualcosa in più della Champions League. Ora le prossime gare, con Atalanta, Inter e Fiorentina, potrebbero dare il colpo di grazia ad una squadra che, in estate, aveva smosso la stampa mondiale con una campagna acquisti al pari delle big europee.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale. Tifoso del Brasile in questi mondiali che Zoom ha raccontato fino alla vittoria finale della Francia. Immerso in nuovi progetti per la prossima stagione ora che i mondiali ci hanno salutato.

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