C’è un caco con i cachi all’ultimo piano

C’è un caco con i cachi all’ultimo piano

20171214_140442-324x182 C'è un caco con i cachi all'ultimo piano Costume e Società Curiosità   Se l’architetto Boeri credeva di essere stato originale con la coltivazione di alberi su terrazze e balconi ottenuta con la creazione del bosco verticale è perchè non ha fatto i conti con i milanesi. C’è chi ha creato il frutteto verticale prima del suo bosco. Esiste già da qualche anno, vista la dimessione degli alberi che si notano puntando il naso all’insù mentre si cammina lungo la via Vico.

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Non è difficile immaginare che ai piedi del caco, che cresce rigoglioso e fruttifero all’ultimo piano di un palazzo della zona di piazza Baracca, vi sia anche un orto. Il caco, nel suo aspetto invernale spoglio e bruno, è rallegrato dai frutti arancioni. Sembrano le decorazioni di un albero di Natale originale. Già normalmente, quando il caco è coltivato a livello del suolo, è un albero spettacolare. Vederlo lassù, con i frutti arancioni che si stagliano contro il cielo nella luce milanese del primo pomeriggio, è stupefacente. Al pollice verde vanno tutti i miei complimemte e anche una buona dose della mia invidia.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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