Ma cosa ci facevano le armi alla festa degli Oh bej Oh...

Ma cosa ci facevano le armi alla festa degli Oh bej Oh bej?

coltelli-324x156 Ma cosa ci facevano le armi alla festa degli Oh bej Oh bej? Costume e Società Curiosità   La sagra degli Oh bej Oh bej quest’anno è stata molto milanese, facce milanesi, la canzone Porta romana in sotto fondo, nessun venditore di tappeti o borse contraffatte  e ripiegate su lenzuola o cartoni in vista. Lì, sotto le luci del Natale e del castello sforzesco illuminato, la fiera era così milanese da risultare struggente, specie se rapportata ai tanti fatti di cronaca nera che succedono in città, e che di milanese hanno poco.

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Però, per i tre giorni della fiera mi sono arrovellata su un sibillino comunicato stampa dell’amministrazione del Comune di Milano, in cui si annunciava che ben il 70% delle bancarelle ammesse alla fiera erano in linea con il nuovo regolamento. Ho girato tutta la fiera degli Oh bej Oh bej chiedendomi dove fosse quel 30% di bancarelle ammesse senza requisiti che mancava ad arrivare al 100%. Mi sono chiesta anche perchè dall’amministrazione ci tenevano così tanto a far sapere che circa una sessantina delle bancarelle ammesse non avevano i requisiti base per partecipare. Opposizione interna? Problemi con la fiera? Con chi ha compilato il regolamento o con la commissione che ha stilato la lista? Sono ancora troppo giovane, come cronista,  per conoscere questi misteri.

Poi oggi la stessa fonte, il comune di Milano, fa sapere che la polizia locale ha sequestrato, alla fiera degli Oh bej Oh bej, una bancarella che esponeva e  vendeva ben 260 armi da taglio e da punta, coltelli a serramanico, manganelli e taser. “La merce era in vendita in un banco di articoli militari, non protetto e a stretto contatto con i visitatori. Era priva infatti di un sistema di custodia, ad esempio una teca in vetro,  che impedisse che qualcuno potesse prenderle liberamente. ” ci dicono dal comune.

Ora so cosa si intendeva con quel: ” il 70% delle bancarelle rispettano i criteri del nuovo regolamento”

Brava la Polizia Locale che è intervenuta dopo aver visto che alcune persone, fra cui alcuni ragazzini, maneggiavano coltelli e tirapugni. Al termine del controllo sono stati posti sotto sequestro pugnali, coltelli a spinta, a farfalla, a scatto, baionette con aggancio per fucile, manganelli telescopici, tirapugni ed altri strumenti la cui destinazione prevalente è l’offesa alla persona. Sul banco e sul furgone che fungeva da magazzino sono stati trovati anche dei taser, pistole a diffusione elettrica capaci di lanciare dardi che raggiunto il bersaglio rilasciano scosse elettriche, e storditori elettrici, cioè congegni simulati nelle forme di torce e telefoni cellulari che appoggiati al corpo scaricano scosse elettriche che possono essere letali per chi soffre di determinate patologie. La legge consente di vendere i normali strumenti da punta e da taglio in forma ambulante, ad esempio coltelli da cucina o forbici, con un’autorizzazione del Comune, ma non il resto. L’espositore, infatti, è stato denunciato a piede libero per commercio non autorizzato di armi.

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Il commento dell’amministrazione è affidato all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza. “L’Amministrazione sta investendo pesantemente nei controlli della Polizia Locale con sforzi eccezionali per tutelare i cittadini e i commercianti onesti”.  Poi ha continuato il comandante della Polizia Locale Marco Ciacci. “Ancora una volta l’attento controllo della Polizia Locale ha permesso di bloccare la vendita di questa pericolosa merce. Soprattutto in questo periodo è importante prevenire comportamenti che possano rivelarsi pericolosi”.
Pensavo che quel 30% di bancarelle “ammesse ma non conformi” fosse qualche bancarella  di cinesate oppure quella di qualche “vu cumpra” non in linea con la tradizione. Non avrei mai pensato che riguardasse armi da attacco da vendere accanto ai piccoli alberelli di Natale, alle decorazioni, ai presepi o alle tovaglie con i ricami di babbo Natale. Meno male che la polizia locale se ne è accorta. Comunque spero che l’anno prossimo tutte le bancarelle rispettino i criteri per l’ammissione, prima che ci si trovi con una bancarella degli Oh Bej OhBej che, per le feste di Natale a Milano, vende Ak47  e bandiere dell’isis con l’autorizzazione del Comune.

 

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono orgogliosamente uno speaker di Radio Padania libera. Coordino la redazione di Zoommilano.it, collaboro con Conflombardia.com e con alcune agenzie di stampa. In più gestisco un blog, CronacaOssona.com

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