Nativi americani a Milano. Suonano l’ultimo dei Mohicani

Nativi americani a Milano. Suonano l’ultimo dei Mohicani

I musicisti di strada sono una nota di Milano, da sempre. Ci sono dappertutto, ma sotto la Madonnina diventano più romantici. Il 7 dicembre in piazza del Duomo c’era un gruppo di nativi americani, di pellerossa genuini, che suonava The Gael con il flauto di pan, e con un flauto indigeno che credo si chiami Quenacho. Per il ritmo usavano delle maracas di conchiglie. The Gael è un’aria irlandese, il tema del film L’ultimo dei Mohicani, e generalmente è suonata con le cornamuse e i tamburi scozzesi. I suoni dolci dei flauti e le parole della lingua danno alla musica un’atmosfera ancora più melanconica e nostalgica che nel suo originale.

Salire le scale dal metrò, ed essere accolti da The Gael in piazza Duomo, in una di quelle giornate azzurre in cui il marmo del Duomo è ancora più bianco del solito, è stato emozionante. Quasi un regalo di Sant’Ambrogio. Il gruppo indossava i costumi tipici degli indiani americani ed erano bravi. Per quanto possa sembrare strano che un popolo si appassioni così tanto alla musica di un altro popolo, nativi americani e musica irlandese ultimamente vanno molto d’accordo.

Nativi americani e musica irlandese

E qualche anno che, specialmente su youtube, hanno molto successo gruppi di Nativis che suonano temi musicali con arie di origine irlandese usate per film famosi che hanno trame che raccontano storie degli indiani d’America. L’ ultimo dei Mohicani è uno di questi. Gli stessi gruppi hanno nel repertorio anche altri temi, come quello del film della Disney Pocahontas. Suonano e cantano anche brani come yo soi, Celeste e El Condor pasa. Nessuno di questi gruppi conta, su youtube, meno di un milione di visualizzazioni. Forse il migliore in assoluto è un giovane peruviano. Alexandro Querevalo, che con la sua interpretazione di The Gael ha commosso più di 23milioni di persone che lo seguono sul suo canale youtube. Di certo non gli erano da meno i musicisti di piazza del Duomo che hanno davvero commosso le persone che si sono fermate ad ascoltarli.

 

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 17 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi, RPL. Ho collaborato con quotidiani e settimanali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.