Magenta: falsa degente e falsa veggente in ospedale

Magenta: falsa degente e falsa veggente in ospedale

falsa degente e veggente  ospedale di MagentaUna donna di 70 anni, residente a Bareggio, ha racconta ai carabinieri diella stazione di Bareggio che, mentre assisteva il marito gravemente malato, ricoverato all’ospedale di Magenta, è stata avvicinata da  donna in ciabatte e vestaglia di circa 64 anni che, facendosi passare per degente, dopo aver intavolato conversazione con la signora, le dice di essere una veggente. La pseudo veggente ha fatto credere alla 70enne che il marito versasse in gravissime condizioni a causa del malocchio e che è disposta,  in cambio di denaro, a liberarlo da questa condizione. La  donna, disperata per le condizioni critiche del marito, si è lasciata convincere e  ha consegnato alla “veggente – degente” la somma di 3000 euro. Dopo  un paio di giorni la veggente ha richiamato la 70enne a casa e le ha chieesto un’altra trance da 1000 euro, da portare, come la prima volta, presso il bar del nosocomio magentino.

Altri 5000 euro

La “veggente – degente”, ha chiesto altri 5mila euro alla signora dicendo che il malocchio è talmente radicato che l’iter per liberare il marito era molto complesso e richiedeva una serie di rituali. La 70enne bareggese non avendo il denaro a disposizione, si è rivolta al figlio, raccontandogli tutta la vicenda. A questo punto, il figlio convince la madre a recarsi dai carabinieri per raccontare l’accaduto.  I Carabinieri della stazione di Bareggio coadiuvati da altri colleghi della compagnia di Abbiategrasso, hanno accompagnato la 70enne in ospedale all’interno del bar dove ha consegnato  la busta con il il denaro richiesto alla veggente, che si è rpesentata in ciabatte e vestaglia.

L’intervento tempestivo dei carabinieri

è avvenuto grazie all’appostamento discreto, degli uomini dell’arma, in borghese. Durante l’operazione di fermo della donna,  il cellulare in suo possesso suonava ripetutamente e i militari hanno al possibilità di tracciare la chiamata trovando, nel parcheggio dell’ospedale di Magenta, il figlio 38enne della donna che l’aspettava in macchina. ancora al telefono mentre tentava chi chimare al madre. Dentro l’automobile, i carabinieri hanno trovato i vestiti giornalieri della donna.

Arrestati e processati per direttissima

i due truffatori sono Levak Luciana di 64 anni e Diego Braivich 38 anni, madre e figlio, nomadi con residenza nella bergamasca, ambedue con precedenti specifici per truffa. L’ accusa nei loro confronti. questa volta, è truffa aggravata. Dopo il rito abbreviato, tenutosi stamattina, è stata disposta la custodia cautelare presso il carcere di San Vittore, mentre procedono le indagini per verificare eventuali, ulteriori truffe effettuate dai due nomadi.

Non esitate a chiamare le forze dell’ordine

è molto facile, per anziani e non, finire nel mirino di truffatori senza scrupoli, quando ci si trova in una condizione emotiva particolare. Per questo, le forze dell’ordine raccomandano Diffidenza a 360° e quando avete dei dubbi o sorgono dei problemi, ricordate che potete chiamare, a qualsiasi ora, il numero di emergenza ‘112’ raccontando l’accaduto, anche se sembra banale ai nostri occhi, ricordiamoci che si ha a che fare con professionisti della truffa.

 

Roberta Marcello

Ho svolto diverse attività lavorative che mi hanno portato ad avere un’ottima capacità comunicativa e un’ottima interazione con le persone che mi hanno conosciuto e lavorato con me. La mia formazione è prettamente umanistica e dopo anni di pausa, dovuta agli impegni famigliari, ho ripreso gli studi conseguendo i master in: Criminologia con indirizzo Anti-pedofilia , Stalking e Atti persecutori,Diritto dell’Immigrazione e Mediazione Culturale. Attualmente, sto muovendo i primi passi nel mondo del giornalismo online occupandomi della stesura di articoli per alcune testate dell’hinterland milanese.

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