Corvetto. Arrestato uno dei due marocchini che avevano tentato di uccidere due...

Corvetto. Arrestato uno dei due marocchini che avevano tentato di uccidere due carabinieri

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auto carabinieriN.G. 31enne si nascondeva in uno stabile di via dei Panigarola. E’ uno dei due marocchini, che la notte del 1 gennaio 2016 tentarono di uccidere due carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano. Li avevano fermati dopo un lungo inseguimento. Li avevano rintracciati dopo che avevano rapinato una giovane, portandole via l’automobile, il telefono cellulare e uno zaino. L’altro marocchino è stato raggiunto dall’ordine di cattura mentre era già nel carcere Monza per altri motivi. Ora i carabinieri chiedono di mostrare le loro fotografie , nel caso vi siano altre vittime delle loro violenze che possano riconoscerli.

Tentato omicidio, rapina e lesioni personali

H.A. 26enne e N.G. 31enne la notte del primo gennaio 2016 avevano scatenato un inferno. Prima in viale Romagna avevano rapinato una giovane 27 enne che stava rientrando a casa. Le erano saltati addosso alle spalle coprendole la testa con il cappuccio della felpa e l’avevano gettata a terra, prendendole lo zaino, il telefono cellulare e le chiavi dell’automobile appena parcheggiata. La giovane aveva allertato il 112 e grazie al gps installato sull’automobile la Centrale Operativa del Comando Provinciale l’aveva prontamente rintracciata, diramando l’allarme. Una gazzella del Nucleo radiomobile aveva intercettato i rapinatori in via Rambon e avevano iniziato l’inseguimento. I rapinatori avevano accelerato muovendosi pericolosamente. Infine avevano perso il controllo dell’automobile in via Fratelli Cervi  a Segrate.

Intanto che l’automobile era ferma uno dei due carabinieri ha rotto il finestrino a lato del guidatore e si è infilato nell’automobile per togliere le chiavi d’accensione.  I due marocchini hanno quindi cominciato a colpirlo e quello alla guida ha innestato la retromarcia, facendo ripartire l’auto nonostante il carabinieri avesse le gambe all’esterno dell’abitacolo e il resto del corpo all’interno. I due hanno quindi diretto l’auto verso il secondo carabiniere tentando di investirlo e scaraventando fuori dall’auto il primo, prima di darsi nuovamente alla fuga.  Dopo un centinaio di metri hanno però abbandonato l’auto e hanno continuato la fuga a piedi.

Le indagini

Sono i militari della compagnia Milano-Porta Monforte che si sono occupati delle indagini e hanno identificato i due marocchini, partendo dall’analisi dei dati di traffico del telefono cellulare della 27enne e ancora nelle mani dei due, con una lunga serie di pedinamenti e di controlli discreti, riconoscimenti fotografici e infine anche con la raccolta e l’analisisi delle tracce di Dna lasciate sull’automobile rubata.

Il 26enne è stato raggiunto dal provvedimento cautelare presso il carcere di Monza, dove si trovava già ristretto per altre vicende, mentre il 31enne, di fatto senza fissa dimora,

Ilaria Maria Preti

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l’Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 17 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi, RPL. Ho collaborato con quotidiani e settimanali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport.
Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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