L’arte è femminile: artisti emergenti contro la violenza sulle donne

L’arte è femminile: artisti emergenti contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione nei confronti della violenza sulle donne, un tema purtroppo quotidiano. Le iniziative sono state molte e univoche a sottolineare la necessità di parlarne, di creare una rete di consapevolezza, coraggio da una parte, rispetto dall’altra. In questi progetti s’inserisce L’arte è femminile, un’iniziativa che vede protagonisti undici artisti emergenti che hanno trattato su tela il difficile tema, piaga dei nostri giorni. L’arte contemporanea spiega quindi il suo tempo portando in primo piano il terribile rapporto tra bellezza, da sempre segno distintivo dell’arte stessa e della femminilità, e violenza. Due termini che non dovrebbero avere niente a che fare l’uno con l’altro, ma il cui confine troppo spesso si assottiglia a tal punto da sfociare in un tutt’uno.

I lavori esposti denunciano quello che altrettanto troppo spesso rimane nel silenzio della paura, nel silenzio di un vile gioco fisico e psicologico, nel tacere di un circolo vizioso di sentimenti che non possono essere chiamati tali, nell’omertà di chi non vede e non sente quello che accade alle persone intorno. La denuncia e l’amara riflessione emergono da una lettura diacronica che ha fatto della bellezza della donna un valore incontrastato nel tempo. L’arte quindi è doppiamente femminile, sia per sostantivo che per soggetto. Il suo stesso simbolo, come è noto, da secoli è la bellezza che ha ispirato molti fra i più grandi artisti e capolavori e che costituisce un filo conduttore nella storia dell’arte stessa. A questo proposito le opere esposte, molto suggestive, richiamano in vario modo la tecnica dei maestri della pittura.

Undici artisti emergenti

Un esempio, fra tutti gli eccellenti lavori, è la Marionetta Simbolo che, come spiega l’artista Abraham Caprani, vuole richiamare la donna manipolata appunto come una marionetta e abbandonata in uno sgabuzzino, in un armadio o in una scatola, come un gioco dismesso, in un contrasto di luce e buio che intende richiamare Caravaggio. Il volto di una donna si appoggia sulla tela con gli occhi chiari, fissi e persi nel vuoto, come l’espressione immobile e privata della vita. Il viso è appoggiato alle braccia che sono idealmente legate da fili apparentemente esili ma intricati come una ragnatela e hanno le fattezze di un burattino, mosso da qualcuno che ha in seguito gettato il perno dei comandi.

Completano il vernissage, in un contesto di scambio culturale, gli altri dieci artisti emergenti: Oleksii Gnievyshev, Alexandre MORA Sverzut, Antonella Cazzagon, Stefano Fortini, Emanuela De Franceschi, Milena Demartino, Noemi Cilenti, Eva Amos, Alyssa Pickens, Yuriy Kuznets. La mostra è creata da Eva Amos e Arianna Ursano rappresentanti dell’Associazione culturale Ars Art Space, con la collaborazione di Fabio Ranfi per Milano All News ed è visitabile su appuntamento, fino all’11 dicembre, presso lo spazio ARS c/o Parini CoWorking, via Privata Bernabò Visconti.

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