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Montella, Kalinic le aspettative di una piazza che non ha più pazienza: l’editoriale di ZoomMilano dopo la sconfitta

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img_1057-324x317 Montella, Kalinic le aspettative di una piazza che non ha più pazienza: l’editoriale di ZoomMilano dopo la sconfitta Calcio Sport

Milano – Diciannove punti in tredici partite di campionato e sette lunghezze di distanza dalla rivelazione Samp.
Un inizio di campionato che meno convincente non si poteva e mancanza di certezze testimoniate dalle sconfitte contro tutte le prime della classe.

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Nell’abbuffata estiva dei 230 milioni spesi le conseguenze non sono state calcolate: poca amalgama tra i giocatori acquistati, concorrenza non sopportata dai grandi vecchi e mancanza di un’identità certa che dia sicurezza nei momenti di difficoltà.
Latitanza di gioco che si rispecchia nella fase offensiva: fermato Suso, unica luce reale del gioco rossonero, gli attaccanti rimangono senza rifornimenti, mentre Bonaventura e Calhanoglu si incartano sui propri tentativi di risolvere in solitaria le gare.

In tutto questo marasma composto da incertezze e aspettative, da pochi goal segnati e terribile facilità a subirne contro la qualità delle grandi, un allenatore che ripete lo stesso ritornello da inizio stagione: la squadra ha giocato bene, è questione di tempo.

Il problema è che il tempo sta per esaurirsi e questa sarà una settimana fondamentale. Tra Austria Vienna e Torino, entrambe a San Siro, Montella più che la panchina si gioca la faccia. Il calendario poi, potrebbe portarlo almeno fino alla sosta natalizia, ma la classifica piange, e i sette punti di distanza dalla Sampdoria sono veramente tanti.

Sei grandi sconfitte

Partiamo dai numeri: quattro goal fatti, quindici subiti e zero punti nelle sei gare con le squadre che precedono il Milan in classifica.

Uno score preoccupante vista la frattura tra le due classifiche della serie A: dal Napoli alla Sampdoria si fa un campionato, il Milan è la prima tra le normali.
Restano quelle aspettative però che il Milan non può disattendere visti gli investimenti e visto il progetto di ritornare grandi in breve.
La società ha bisogno di risultati, anche per supportare i propri piani finanziari, e i tifosi vogliono rivedere una strada tracciata durante le gare, che si percorra qualsiasi cosa succeda.

Così non è in Casa Milan, e se Suso si fa male i risultati sono quelli visti a Napoli: primo tiro verso Reina al 32’ st. con una puntata di Bonaventura. Poco, troppo poco per una squadra a 11 punti dal quarto posto ora occupato dalla Roma di Di Francesco.

La rosa

Altri numeri allora: tredici punti nelle ultime dieci gare corrispondono a una media da classifica media. Inutile riprendere la questione investimenti e blasone, quindi prendiamo quella del valore oggettivo della rosa.

Il Milan ha costruito una rosa nuova, ma sicuramente all’altezza di un campionato di Serie A dove le grandi stanno correndo molto.
La scelta di investire su Bonucci, Rodríguez, Biglia, Kessiè e Conti sta sicuramente ripagando, meno i rischi presi nel reparto avanzato.

Calhanoglu è un lontanissimo parente di quello ammirato in Germania prima dello stop forzato causa squalifica: il CT della Turchia parla di peso della numero dieci, da San Siro la cosa che salta più all’occhio è l’indolenza fisica di un giocatore tecnicamente superiore.

Kalinic e Andrè Silva sono invece oggetti misteriosi. Se il portoghese è giovane e venendo da un campionato estero deve ambientarsi, ecco che il croato è un vero rebus.
Voluto fortemente da Montella sta facendo un enorme fatica nel trovare la conduzione e la posizione giusta in questo Milan.
Non ha mai segnato tanto Nicola, ma Montella ci puntava per aiutare la squadra nel creare gioco: missione fallita e zero palloni toccati in area avversaria. Forse si è chiesto troppo ad un giocatore ex Fiorentina e Dnipro.

I punti di forza

È tutto da buttare dunque?
Assolutamente no.
Locatelli e Cutrone ad esempio, possono essere dei punti fermi del prossimo Milan, già a partire dalle prossime partite. Viste le prestazioni degli attaccanti, è un mistero come la fame di Cutrone sia relegata in panchina, mentre per Loca, il fatto che Montella abbia ritagliato un ruolo diverso dal solito proprio contro il Napoli, ha lasciato interdetti gli addetti ai lavori.

Questa continua sperimentazione, che tra gli altri ha visto Rodríguez in panchina novanta minuti, non fa bene ne ai giocatori ne allo sviluppo del gioco.
Una squadra abituata da anni alla difesa a quattro è stata stravolta impostando la Difesa a tre con continui cambi di interpreti e posizioni.
Dopo l’infortunio di Conti solo la sorte ha premesso di trovare un Borini così volenteroso ed efficace, ma il terzino della nazionale resta di altro livello, mentre a centrocampo la concorrenza e le incertezze hanno condizionato il rendimento di Bonaventura, rivalutato Montolivo e spremuto Kessiè fino al limite.

Ora trovare la soluzione sembra difficile, sopratutto visto lo stop di Suso, che fino a questo momento ha tenuto a galla il Milan e Montella grazie alle sue giocate.

Reale valore

Montella ne sarà in grado? Alle prossime partite la risposta. La qualità della rosa potrà aiutarlo contro squadre di blasone e capacità inferiori e la ricostruzione estiva impone cautela nel cambio di un tecnico che tanto bene aveva fatto lo scorso anno.

Le partite che ci porteranno a Natale dovranno dimostrare quale sia il reale valore della squadra, ma sopratutto di Vincenzo Montella.
Il suo miglior piazzamento furono i tre quarti) posti consecutivi (stagioni 2012/2013 – 2014/2015) con la Fiorentina, stagioni in cui due grandi squadre a turno fallirono l’appuntamento.
Lui e Kalinic, come tutta la rosa, dovranno dimostrare di essere degni della maglia che indossano e della società che rappresentano. Altrimenti le strade si divideranno, come inevitabile che sia.
Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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