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Voluntary o Settlement? Cosa cambia in casa Milan in caso di risposta negativa dell’Uefa

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img_0896-324x316 Voluntary o Settlement? Cosa cambia in casa Milan in caso di risposta negativa dell’Uefa Calcio Sport

MILANO –

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Una scommessa su se stessi.
Ecco che cosa rappresenta questa sfida per la nuova proprietà rossonera. Una scommessa su cui hanno deciso di puntare anche Fassone e Mirabelli quando hanno accettato di diventare parte fondante della nuova dirigenza del Milan di Yonghong Li.

I milioni spesi sul mercato (230) e la volontà ferma di ampliare ed espandere il brand Milan nel mercato asiatico e mondiale attraverso le vittorie e i trofei, rappresentano la
Volontà di rilancio del secondo club più titolato d’Europa. Ma le prime battute d’arresto a tale progetto potrebbero giungere proprio dall’incontro di ieri con l’UEFA.

A Nyon il Milan ha incontrato il “Financial Body” dell’UEFA (la commissione incaricata di occuparsi delle indagini sui club indagati) per discutere i parametri riguardanti il “Voluntary agreement” e scongiurare così la possibilità che l’UEFA imponga il “Settlement agreement”. Ma cosa cambierebbe tra le due opzioni?

VOLUNTARY O SETTLEMENT

La differenza tra le due è enorme.
Con Voluntary si intende un patto di deroga alle regole del FPF (Fair play finanziario) introdotto da Ceferin nel 2015 (presidente UEFA dopo Platini). Questa deroga permette alle società che stanno attraversando un cambio radicale a livello dirigenziale e di proprietà, di investire più liberamente nella propria squadra presentando però delle garanzie.
Business Plan pluriennali, previsioni realistiche sui ricavi, garanzie certe sul pagamento dei vari rossi di bilancio che verranno accettati dalla UEFA per un totale di quattro anni, alla fine dei quali la società dovrà essere in linea con i parametri del FPF.

Insomma una scommessa su se stessi nel tentativo di incentivare gli investitori a buttarsi nel mondo del calcio senza dover subito entrare in contatto con le rigide regole UEFA.

Il Settlement è invece molto diverso.
Si tratta di un regime di patteggiamento con il quale l’UEFA impone misure restrittive al club in questione: limitazioni alla rosa e al mercato, nessuna possibilità di andare oltre i trenta milioni di rosso annuali permessi, esclusione dalle competizioni europee, blocco del mercato e altre sanzioni ancor peggiori.

Si può notare come l’incontro di domani sia lo spartiacque del futuro rossonero: ancora investimenti in un’ottica di rilancio del marchio e del club, o un nuovo buco nero dove impantanarsi a causa di sanzioni restrittive?

COSA CAMBIA DA GIUGNO A NOVEMBRE

Il Milan a giugno aveva proposto un primo “Voluntary” che era stato respinto dall’UEFA a causa dei ricavi previsti dal mercato asiatico troppo sproporzionati rispetto alle reali potenzialità del club rossonero.
Il Milan aveva “Rinunciato alla richiesta iniziale per proporre una nuova domanda”, da quanto si legge nel comunicato UEFA, alias non si poteva concedere il Voluntary con tali premesse, rivediamoci tra cinque mesi e ne riparleremo.

Ora ci si aspetta che Fassone con tutta la dirigenza al gran completo presenti a Nyon un piano concreto e coerente con quelle che sono le richieste dell’UEFA. Il presidente Li, inoltre, dovrà dare quelle garanzie di poter coprire i buchi di bilancio (che inevitabilmente ci saranno) che finora non ha dato l’impressione di poter sopportare.

La squadra per altro non ingrana e la zona Champions è lontana: con queste premesse il Voluntary rischierebbe di saltare, rimandando il Milan all’inizio del 2018 (Gennaio – Febbraio) all’appuntamento per il Settlement, facendo così slittare nuovamente la rinascita sportiva del club.

SPERANZA FASSONE

La speranza risiede nel lavoro che in questi cinque mesi Fassone ha portato avanti, insieme al resto della dirigenza, nel trovare nuovi accordi commerciali, sponsor e piani di commercializzazione del brand e di guadagni nel sol levante che siano concreti e credibili.

Dopo le tre ore di incontro avvenuto nelle sedi UEFA, dalle sale rossonere filtra un cauto ottimismo: il lavoro compiuto in questi cinque mesi verrà analizzato dalla commissione che valuterà se concedere, primo fra i club sotto inchiesta, il “Voluntary” al Milan o se rimandarlo alle sanzioni del “Settlement”. Nel giro di pochi giorni si avranno le risposte, snodo fondamentale della nuova vita rossonera.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

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