Higuaín castiga il Milan e Kalinic si ferma sulla traversa: la differenza...

Higuaín castiga il Milan e Kalinic si ferma sulla traversa: la differenza sta negli uomini

0

img_0565-324x200 Higuaín castiga il Milan e Kalinic si ferma sulla traversa: la differenza sta negli uomini Calcio Sport

MILANO –

Pubblicità

Milan – Juventus: 0-2
(Higuaín 23’ pt., 19’ st. )

Ieri sera si è vista, lampante, la differenza di convinzione e di esperienza tra i rossoneri e la Juventus.
Sei scudetti non si vincono per caso, così come per caso non si arriva sesti e non si è ottavi in campionato con 16 punti in 11 gare (aspettando le partite di oggi).
Il Milan ieri sera è stato surclassato nei momenti decisivi in ogni zona del campo dagli uomini di Allegri: quando Kalinic ha colpito la traversa, Higuaín ha punito Donnarumma toccando il palo e infilando la palla in rete, quando Dybala ha messo millimetricamente la palla tra i piedi di Higuaín, Abate ha crossato un decimo di secondo più tardi.
La differenza sta tutta qui, negli uomini e nell’esperienza. Se poi sull’uomo che avrebbe potuto determinare si applica una marcatura tripla allora non c’è molto da fare. Il Milan ha giocato alla pari, i singoli e la loro qualità lo hanno condannato.

TERRIFICANTE IL GOAL DI HIGUAÍN

La coreografia della Curva Sud è di quelle importanti: il ricordo è alle innumerevoli finali di Champions League perse dalla Juventus.

Il Milan è arrembante nei primi dieci minuti e Kalinic si divora un’occasione sotto misura (3’ pt.). Finito l’impeto rossonero la Juve entra in controllo della gara e alza il suo baricentro.

Al 23’ pt. la gara viene virtualmente decisa: Higuaín gela la curva sud di San Siro e paralizza Donnarumma con un violentissimo destro sul quale il portiere rossonero non può arrivare. Con buona pace delle statistiche, 100 tondi tondi i goal del pipita in serie A.

La Juve mantiene il controllo ma la reazione rabbiosa del Milan non si fa attendere: Borini crossa dalla sinistra e Kalinic manca l’appuntamento con il goal per un non nulla.
Sempre l’attaccante croato, liberato da una spizzata di Calhanoglu, si fa parare da Buffon un altro tiro sotto misura che rimbalza sulla traversa (43’ pt.).

NESSUNA REAZIONE, ALTRO GOAL DA CINETECA

Davanti ai 78 Mila di San Siro ci si aspetta una reazione da parte dei giocatori di Montella. L’unico lampo del secondo tempo arriva da Suso (10’ st.) : lasciato libero dalla triplice marcatura preparata da Allegri, affronta Asamoah lasciandolo sul posto e consegnando una palla d’oro a Kalinic. Nuovamente murata dalla difesa Juventina, la punta rossonera dimostra tutta la sua fatica.

Al 19’st. La Juve chiude la partita con un’azione degna di una squadra che negli ultimi tre anni ha giocato due finali di Champions: Asamoah salta Abate e consegna la palla a Dybala, velo dell’argentino con palla che arriva a Higuaín. Il Pipita con un movimento manda fuori tempo Rodríguez e calcia fortissimo alla sinistra di Donnarumma: 101 in serie A e due a zero Juve.

La partita scivola così verso una conclusione quasi scontata: la Juve si difende ordinatamente e tiene il campo senza sussulti ulteriori, mentre il Milan costruisce gioco (nonostante i numerosi errori individuali) fino alla trequarti bianconera e poi, bloccato Suso e uscito uno spento Calhanoglu, si arena al limite dell’area di Buffon senza idee.

LE PAGELLE

I MIGLIORI …

Borini: 6,5
Ci fosse arrivato Kalinic su quella palla staremmo parlando di un’altra partita. Corre e si sbatte per la squadra prima a sinistra e poi a destra. Unico a sudarsi la maglia che porta.

… E I PEGGIORI

Biglia: 4
Parlando di film horror la sua partita sarebbe un cult. Errori a ripetizione, agitazione, mancanza di lucidità e di idee. Il centrocampo della Juventus lo annichilisce quasi subito e lui non fa niente per tirarsene fuori.

Kalinic: 5
Tanti altri avrebbero potuto prendere il suo posto ma i tre errori davanti a Buffon rimarcano la lacuna, infinita, di questa squadra: davanti non si segna e si fa una fatica immensa a tenere palla. Sicuri che Cutrone sarebbe stato un azzardo?

ALLENATORE

Montella: 5
Biglia era da tirar fuori prima, forse nemmeno da mettere. Insistere con un attaccante ex Fiorentina davanti alla platea rossonera sembra, con tutto il dispiacere possibile, una forzatura.
Il gioco c’è, ma i punti latitano e la cosa non può continuare così a lungo.

Simone Mannarino

Simone Mannarino
Dottore in Storia con specializzazione in storia del Giornalismo alla statale di Milano e aspirante giornalista, ricerca un approccio diverso ai fatti e ai contesti in cui si sviluppano. Innamorato del calcio e dello sport in generale, collabora con NumeroDiez e ZoomMilano tra un viaggio e l'altro.

Nessun commento

Rispondi