Sciopero della fame a staffetta. Di fame si muore, non si scherza

Sciopero della fame a staffetta. Di fame si muore, non si scherza

0

Non avrei voluto intervenire sullo sciopero della fame a staffetta del ministro Graziano del Rio e di altri esponenti di sinistra, ma non ci riesco. Credo che questo sciopero, se riteniamo di doverlo chiamare così, sia inappropriato. Anzi, è indegno e soprattutto è un insulto.
Non voglio entrare nel merito dello Jus soli, anche se ho una mia opinione, ma sul modo della protesta. Chi fa lo sciopero della fame, lo fa in modo serio, mettendo a repentaglio la propria vita talvolta, in Italia sono noti gli scioperi della fame di Marco Pannella e di altri esponenti radicali. Lo scorso luglio, poi, l’indipendentista sardo Salvatore Meloni, è morto in carcere proprio a causa di uno sciopero della fame. Certo questa forma di protesta “a staffetta” made in PD e sinistra sa un po’ più di pubblicità mediatica che di vera forma di protesta. Però sulla stampa e sui media sta avendo molta attenzione. Ovvero “tanto fumo e niente arrosto”. Si, perché, mi sbaglierò, ma sa tanto di mossa pre-elezioni, di estremo tentativo di trovare consensi, più che la spinta all’approvazione di una legge che, anche il PD lo ha ben inteso, il Paese Italia non vuole. Lo stesso paese che oggi è indignato di fronte a un ministro e dei parlamentari che “fanno di tutto”, come loro sottolineano, per far approvare una legge a favore “di altri popoli”, mentre niente hanno fatto per le migliaia di persone sotto soglia di povertà, per i terremotati da un anno a e più ancora senza casa e stalle, per i tanti giovani costretti ad emigrare all’estero per lavorare. Sinceramente mi sto domandando se questi personaggi “ci sono ” o “ci fanno”. Se si analizzano razionalmente le cose, se si pensa che ricoprono cariche elettive, riconosciutegli dal popolo italiano, ci si chiede come possano continuare a fare scelte insensate come queste. In ultimo spero che, prima o poi, almeno uno di loro si vergogni e chieda scusa per aver fatto finta di non mangiare, mentre in Italia e nel mondo ci sono migliaia e migliaia di persone che conoscono veramente il significato della parola “fame”, che in tanti nè muoiono e altrettanti faticano a sopravvivere. Una cosa mi sento di chiedere ai politici del PD. Se volete protestare per l’approvazione di questa legge, trovate un’ altra forma di protesta. Con la fame non si scherza. Di fame, si muore.

Donatella Magnoni

Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre.
Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.