La chiesa soprannominata La casa del Mago

La chiesa soprannominata La casa del Mago

Sapete che a Milano c’è una chiesa soprannominata la casa del mago? E’ la chiesa di San Vincenzo al prato, che si trova in un piccolo fazzoletto di verde al centro di un ben compatto quartiere a Porta Genova. L’origine è antichissima: fu infatti costruita sul luogo di un tempio romano eretto sulla via per Vigevano e forse dedicato a Giove o di un oratorio che si trovava al centro di una necropoli romana, di cui alcuni reperti sono murati sul fianco sinistro esterno della chiesa.  Nel 1464 gli Zavattari lavorarono alle decorazioni dell’abside (per intenderci gli stessi che decorarono la Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza). Momento più drastico della sua esistenza fu quando nel 1789, in seguito alle leggi napoleoniche, fu sconsacrata (come avvenne per molte altre chiese) per essere adibita a magazzino militare, stalla e caserma.

La prima fabbrica chimica italiana

Nella Milano austriaca, Francesco Bossi chiese al governo, nel maggio 1799, l’autorizzazione ad installare una fabbrica di acido solforico e di altri prodotti chimici. Così nacque la prima fabbrica chimica italiana nel 1801, nell’ area dell’allora Convento di San Girolamo, dalle parti di Porta Vercellina, lungo il “naviglio Morto” oggi via Carducci. Oltre all’acido solforico, Bossi produceva anche acido cloridrico, acido nitrico, cloruro di ammonio, solfati di sodio, di potassio, di magnesio e di rame. L’acido nitrico era, fra l’altro, usato per la preparazione delle lastre per la stampa delle monete da parte della Zecca.

Ben presto i fumi e i miasmi della produzione all’interno della chiesa sconsacrata si fecero sentire, provocando la protesta degli abitanti della zona e dei gendarmi, ospitati nello stesso convento. Tanto che il 13 giugno 1802 fu emessa un’ordinanza che obbligava Bossi a smettere subito la produzione. Nel novembre dello stesso sfortunato anno 1802 il povero Bossi, pieno di debiti, dovette cedere la sua quota nell’impresa al socio L. Diotto e a un certo Michele Fornara. I tre soci litigarono per qualche tempo e Bossi uscì definitivamente di scena proprio nel momento in cui, nonostante l’inquinamento, gli affari cominciavano ad andare meglio. I guai non finirono, nel 1807 il prefetto fece compiere un ennesimo sopralluogo nella fabbrica di acido solforico, ora della ditta Fornara & C.; ancora una volta venne constatata la nocività delle esalazioni gassose irritanti e il Prefetto ordinò il definitivo trasferimento della fabbrica. Nel 1808 la Fabbrica Fornara si trasferì in San Vincenzo in Prato, la nostra chiesa sconsacrata, più appropriata perché all’epoca sorgeva in una zona più aperta e in mezzo ai prati, abbastanza isolata. La chiesa di San Vincenzo venne venduta ai due soci per lire 10.193, che vi portarono il laboratorio chimico. Convertirono il campanile in ciminiera e purtroppo danneggiarono gravemente parti della vecchia struttura e distruggendo gli affreschi quattrocenteschi che ne decoravano l’interno.

Per questo l’antica basilica per tutto l’Ottocento venne battezzata la Casa del Mago, per via dei fumi e vapori che uscivano dalle finestre, dai molti comignoli  e da ogni pertugio.

Valeria Celsi

Valeria Celsi, è una guida turistica di Milano, appassionata di stranezze e leggende del capoluogo meneghino. Della città il suo luogo preferito è il Cimitero Monumentale, che studia e frequenta ormai da diversi anni.
Ideatrice dei Ghost tour di Milano e di numerose visite noir per la città, è l’autrice del libro “La guida noir di Milano” e gestisce la pagina Facebook/blog “I percorsi d’arte funeraria di Valeria”.
www.percorsidartefuneraria.com