Ma cosa succede il 22 ottobre?

Ma cosa succede il 22 ottobre?

Chi di voi sa che il 22 ottobre è stato indetto un referendum a cui Lombardi e Veneti sono chiamati a rispondere? E su cosa sono chiamati a rispondere? Dove? Perché? Chi? A tutte queste domande e ad altre proverò a rispondere.
Domenica Mattina alle 10.15 il Comune di Vermezzo, comune della città Metropolitana distante da Milano una 15 di km, con 4000 abitanti, immerso nel verde del Parco Sud, comune caratteristico, dove negli anni l’edilizia e i governi del Paese non hanno deturpato il paesaggio pur attrezzando il Comune di scuole dell’infanzia alla primaria di II grado, con ufficio postale, negozi, palestra, piscina, campi di calcio, collegato a Milano con la stazione della Metropolitana Vermezzo Albairate, ha organizzato un dibattito pubblico per informare i propri cittadini sul referendum dal titolo: Lombardia,Referendum, Autonomia.

Ad informare i cittadini ospiti illustri. Gli assessori regionali Luca Del Gobbo e Giulio Gallera, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Fabrizio Cecchetti, l’Europarlamentare Stefano Maullu e l ‘onorevole Francesco Prina. Moderava l’incontro la nostra giornalista Ilaria Maria Preti che, dopo i saluti agli ospiti e ai cittadini, intervenuti numerosi, da parte del Sindaco di Vermezzo Andrea Cipullo, ha posto ai “relatori ” alcune domande volte a chiarire le motivazioni del Referendum.

A Fabrizio Cecchetti, vice presidente del consiglio regionale, è stato chiesto di fare un escursus su cosa ha portato al referendum e sulle motivazioni del Referendum per l’autonomia della Lombardia. Cecchetti ha così risposto “Innanzi tutto questo è il referendum di tutti i Lombardi, votato dalla maggioranza di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale il 17 febbraio del 2015, in cui si chiedeva a tutti i cittadini lombardi (per nascita, per residenza,) di dare il loro si oppure il loro no, a dare mandato al governatore della Lombardia di chiedere a Roma, nel pieno rispetto degli articoli 116 e 117 della Costituzione di gestire più competenze, trattenendo più risorse in Lombardia. Una Lombardia con più risorse tornerebbe ad essere la locomotiva d’Italia per una ripresa economica.” 

Anche Stefano Maullu, Eurodeputato, è concorde nel volere una Lombardia più forte che faccia da traino tra ‘Italia e l’Europa. Agli Assessori Gallera (sanità) e Del Gobbo (Ricerca e Innovazione) viene posta domanda tecnica, ovvero quale tra le 22 competenze che possono essere richieste in caso vincesse il Sì,  vorrebbero fossero chieste subito. Il primo a rispondere è Luca del Gobbo, che precisa “innanzitutto più risorse, in quanto l’assessorato da me rappresentato, che ha fatto molto in ricerca, soprattutto farmacologica in collaborazione con assessorato alla Sanità potrebbero sviluppare meglio e promuovere start up legate alla città della salute progetto che Regione Lombardia sta cofinanziato, e che otre a sperimentare nuove soluzioni e nuove cure per malattie anche rare, potrebbe diventare fonte di occupazione. Finora abbiamo fatto tutto con la partecipazione a bandi di fondi europei.

L’Assessore Gallera insiste che maggiori competenze in sanità porterebbero benefici immediati. Come la possibilità di togliere non solo il super ticket sui farmaci e sulle prestazioni, che Regione aveva tolto e il governo rimesso, annullando la volontà della giunta regionale lombarda, ma di avere risorse per nuove assunzioni di medici e personale che si trasformerebbero in meno code e liste d’attesa negli ospedali.

E’ toccato invece all ‘ onorevole Prina, incalzato dalla nostra Ilaria, fare l’avvocato del diavolo, seppur ammentendo che la sua posizione personale è a favore del Referendum e che voterà Sì. Una posizione diversa a quella del suo Partito, il PD, che non solo non riconosce importanza a questo referendum, ma è propenso al No, anche se lascia libertà di scelta ai suoi elettori. Come fanno notare Cecchetti e gli altri ospiti, a dicembre dello scorso anno il PD nella sua riforma costituzionale riconduceva deleghe e competenze a Roma, svuotando le regioni della propria autonomia. Prina tenta di “arringarsi” la folla puntando sui costi del Referendum, che potevano essere utilizzati da regione Lombardia per altro, come disabilità o situazioni di fragilità. A Questo risponde Gallera dicendo che già oggi a prescindere dal referendum regione Lombardia si fa carico delle fragilità e supporta i disabili, a cui il governo quest’anno ha tagliato fondi del 70 %.

A Prina hanno risposto ” in coro ” Cecchetti e Maullu precisando che soldi spesi per dare la parola alla gente, in un paese dove ormai da anni la democrazia latita, a favore di governi tecnici e non eletti, sono soldi ben spesi, tanto che, ribadisce Cecchetti, si è arrivati a indire il referendum anche grazie al Movimento 5 stelle, partito di opposizione in regione Lombardia e favorevole a dare la parola al popolo, e che ha fortemente voluto il voto elettronico. Voto elettronico che non deve spaventare i meno giovani e meno esperti perché in ogni seggio troveranno personale che li informerà su come procedere, pronti ad assistere. L’Assessore del Gobbo precisa inoltre che i Tablet, come da delibera regionale, verranno lasciati in dotazione alle scuole a supporto dei ragazzi dislessici e disgrafici presenti nelle scuole.

Quindi non mi rimane che riassumere : il 22 ottobre lombardi e Veneti dalle 7 alle 23 presso i seggi nei loro comuni saranno chiamati ad esprimersi se incaricare con il Sì il proprio governatore a richiedere più competenze e risorse per i lombardi e Veneti oppure con il No lasciare tutto come oggi. Il referendum è dei Lombardi e dei Veneti e non di singole forze politiche. Più cittadini andranno a votare più forte sarà la richiesta, a cui Roma non potrà non rispondere

Donatella Magnoni
Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.

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