Expo 2015 tra archeologia e riti sciamanici

Expo 2015 tra archeologia e riti sciamanici

Per molti Expo 2015 è stata una sorta di sagra della porchetta a livello mondiale. Trattando infatti di alimentazione,  non poteva essere che quello, per chi non ha avuto modo di conoscere appieno l’esposizione universale.

Ma cosa è stata in realtà Expo?


Expo è stata però qualcosa di molto più di una semplice esposizione di cibo e bevande da tutto il mondo, e poteva essere interpretata attraverso diverse chiavi di lettura a seconda degli interessi e del livello intellettuale di chi la visitava. Era adatta ai bambini, alle famiglie, ai curiosi, agli esperti del settore alimentare, e persino a chi era in cerca di conoscenza e cultura a 360 gradi. Infatti, Expo era un viaggio nella storia dell’umanità. L’alimentazione, era solo un pretesto per poter mettere in evidenza il percorso dell’uomo attraverso millenni di trasformazioni culturali e sociali.

Una delle chiavi di lettura di Expo che più mi ha stupito, è stata quella a carattere archeologico. Erano presenti infatti, moltissimi reperti provenienti da tutto il mondo, sempre legati all’alimentazione, in quanto testimonianza dell’evoluzione dell’agricoltura e alla concezione del calendario circolare, che seguiva le stagioni in base alla maturazione, crescita e raccolta dei prodotti agricoli.

Nel padiglione della Slovacchia un reperto di 23 mila anni fa


Uno dei reperti archeologici più interessanti tra quelli esposti, è stato sicuramente quello della venere di Moravany, una figura femminile rappresentante la Dea Madre, la donna che genera la prole, e che la nutre. Questa statuetta è uno tra i più antichi simboli religiosi mai rinvenuti, a riprova del fatto che già ventitremila anni fa, gli esseri umani avevano una sensibilità molto profonda oltre ad una capacità artistica che non differisce da quella degli artisti appartenenti alla nostra epoca.

Dalle prime forme di scrittura cinesi ai riti propiziatori dei nativi americani

Nel padiglione Cinese, oltre a reperti in terracotta di sicuro interesse storico, erano presenti alcune ossa di animale (jinwen), recanti scritte con ideogrammi di quattordicimila anni fa. Si ipotizza che la scrittura su ossa e su gusci di tartaruga sia una tra le forme più antiche del mondo, e che si sia sviluppata autonomamente e non per mezzo di contaminazione culturale con altre popolazioni.
Oltre ai numerosissimi reperti archeologici presenti nel padiglione del Messico, in una delle tante manifestazioni culturali promosse da questo paese, è stato eseguito un rito di iniziazione e propiziatorio sciamanico. Questo rito ricostruito secondo le conoscenze e i racconti tramandati dei nativi americani, è stato una sorta di ricostruzione storica rappresentante il modo in cui gli antichi abitanti del Messico propiziavano al calare del sole, un abbondante e proficuo raccolto. Durante il rito sono stati infatti simbolicamente offerti in dono i prodotti della terra.
Tutto questo è molto distante dalla sagra alimentare che molti si aspettavano fosse e ancora oggi credono sia stata Expo, è perciò importante ricordare quanto Expo ha contribuito, nel far conoscere Milano al mondo, ma anche far incontrare il mondo intero e le tante culture unite da molteplici fili conduttori tra cui appunto quello storico-culturale.

Joni Preti

Appassionato di tutto quello che riguarda Milano, il suo passato, il suo presente e il suo futuro, amo tanto gli antichissimi siti e reperti archeologici, quanto i grattacieli e le nuove infrastrutture. Scrivo articoli e realizzo video sul mio canale youtube, anche in dialetto Milanese.
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