I moduli expo del campo base son diventati una scuola

I moduli expo del campo base son diventati una scuola

moduli expo a MilanoQuesta mattina alle 11.30 ad Acquaviva Picena, uno dei paesi colpiti dal terremoto dello scorso anno, l’assessore Regionale Simona Bordonali in rappresentanza di Regione Lombardia e di tutti i lombardi ha inaugurato il nuovo plesso scolastico realizzato grazie al riutilizzo dei moduli prefabbricati dell’ex campo base di Expo Milano 2015, donati appunto da Regione Lombardia, che ha provveduto allo smontaggio, trasporto e rimontaggio di 3 moduli prefabbricati usati nell’ex campo base di Expo e donati alla regione Marche che li ha destinati al comune di Acquaviva Picena per le scuole.

All’inaugurazione, oltre all’Assessore Bordonali, erano presenti le Massime autorità delle Marche, civili e religiose. Tutto ciò si è potuto realizzare grazie alla proposta avanzata, all’indomani del terremoto, da regione Lombardia, che oltre a promuovere iniziative immediate, nel momento di massima crisi a ridosso del sisma, proprio pensando ai bisogni futuri dei comuni che avevano esigenze concrete, ha deciso, grazie ad intuizione del Presidente Maroni, di mettere a disposizione tutti i moduli dell’ex campo base di Expo che non erano più utilizzati.

Il 6 settembre dello scorso anno a Rieti proprio l’Assessore Bordonali e il Presidente Maroni hanno incontrato l’allora capo del dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e l’ex commissario per la ricostruzione del Centro Italia Vasco Errani mettendo a disposizione 576 moduli abitativi oltre a tutta una serie di moduli per i servizi, che in un primo momento sono stati rifiutati. Dissero che non sarebbero serviti, salvo poi informare che servivano per un plesso scolastico ad Acquaviva Picena, grazie alla richiesta e intervento del sindaco che li ha fortemente voluti. Quindi dopo aver acquisito i moduli necessari al prezzo simbolico di 1 euro (nessun bene pubblico per legge può essere donato ad altro ente o privati o altro) a favore del comune di Acquaviva.

Regione Lombardia a proprie spese ha provveduto al trasporto e montaggio dei moduli il cui costo complessivo è stato di 370.000 euro più altri 150.000 euro serviti per l’urbanizzazione e la realizzazione di una piattaforma di supporto. Si tratta di tre prefabbricati a un piano con una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati, che durante l’attività di Expo erano adibiti ad aula di formazione, spazio sociale ed uffici, tutti in ottimo stato di conservazione dotati di impianto di riscaldamento e raffreddamento dal quale sono state realizzate 11 aule che accoglieranno a partire da oggi 190 bambini. Banchi e lavagne e arredi sono stati invece donati dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

Il taglio del nastro

Dopo il taglio del Nastro, e a seguito benedizione del plesso l’ Assessore Bordonali ha scoperto la targa di Regione Lombardia che affida la scuola ai ragazzi, commentando quanto segue: “Oggi si concretizza un sogno, ci spiace non aver avuto al fianco in questa operazione anche la città di Milano e il suo Sindaco Sala che aveva criticato la proposta dicendo non solo che non poteva essere realizzabile, ma avrebbe voluto destinare questi moduli per i richiedenti asilo. Regione Lombardia invece ha voluto fare un’altra scelta– l’ assessore ha poi continuato – il mio grazie speciale va ai 35 volontari della protezione civile lombarda che hanno fatto viaggi per 22.000 km per poter assicurare ai ragazzi di Acquaviva Picena di poter ritornare in classe.” L’ Assessore Bordonali ha anche annunciato che tutto il personale di Regione Lombardia (assessori e consiglieri regionali compresi) ha voluto essere concretamente vicini agli amici marchigiani raccogliendo 20.329 euro che sono stati simbolicamente oggi consegnati al direttore generale della protezione civile Fabrizio Cristalli.

 

Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.

2 Commenti

  1. Da terremotata della Lombardia, dove le cose comunque hanno funzionato, posso dirti che certo, sono provvisorie, difficilmente chi ogni entra al primo anno finirà la scuola in un edificio definitivo.

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