Referendum Lombardia. Autogol di Renzi

Referendum Lombardia. Autogol di Renzi

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referendum Lombardia Renzi non ha una grande considerazione di Lombardi, Veneti e delle loro istituzioni. E’ risaltato in modo chiaro dall’ultima dichiarazione dell’ex presidente del consiglio, rilasciata ieri a Padova, a proposito del referendum dell’autonomia delle due regioni che si terrà il prossimo 22 ottobre. l’ex presidente del consiglio Italiano ha detto che “Il Referendum del 22 ottobre è assolutamente inutile. Poi massima libertà per chi vuole votare Sì oppure No, o non andare a votare . Noi solitamente ci occupiamo delle cose serie e il voto di Veneto e Lombardia non rientra in questa categoria”.  La dichiarazione di Renzi ha costituito una gaffe di non poco conto. Non è difficile immaginare che la dichiarazione abbia ottenuto l’effetto inverso rispetto a quella che voleva ottenere, cioè l’astensione al voto. Questo nonostante il PD lombardo e quello veneto abbiano più volte dichiarato di voler andare a votare per il Si ad una maggiore autonomia.

Perchè Renzi vuole l’astensione?

Vale la pena di indagare, anche se superficialmente, sulle motivazioni che possono aver spintol’ex  presidente del consiglio italiano ad esporsi così tanto nel chiedere l’astensione al voto. Una delle motivazioni potrebbe essere il fatto che le due regioni in cui si voterà per l’autonomia sono anche quelle in cima alla classifica dei servizi migliori per i cittadini ad un costo minore. Veneto e Lombardia hanno infatti vinto la palma per la miglior sanità, i migliori collegamenti, le migliori scuole, persino i servizi statali sono migliori in Lombardia e Veneto rispetto che nelle altre regioni. Non sono servizi perfetti, anzi, tutt’altro, ma sono migliori rispetto alle altre regioni. Sono insomma modelli di amministrazione pubblica che andrebbero replicati anche dove non sono stati raggiunti risultati amministrativi ottimali. Questo, nonostante l’ormai famoso residuo fiscale della Lombardia (56 miliardi ogni anno) e del Veneto (intorno ai 20 miliardi annuali).

Maroni:  andare a Roma forte di 10 milioni di Si all’autonomia

L’ex capo del governo centrale ha già ascoltato le parole del Governatore Maroni, che più volte ha detto che, di fronte al volere di 10 milioni di lombardi che vogliono l’autonomia, il governo non potrà tirarsi indietro nella concessione di competenze e relativi finanziamenti. In caso di successo del referendum, il governo non potrà tirarsi indietro anche perchè questo potrebbe costare al governo del PD le elezioni politiche del 2018 e la vita politica post 2018 di Renzi. Con la vittoria del centrodestra alle politiche la concessione delle autonomie sarebbe automatica, e Lombardia e Veneto potrebbero dimostrare di fare ancora meglio, ottenendo di essere uno stimolo per altre regioni virtuose e ben governate, come Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna,  a percorre lo stessa via per rendersi autonome.

Donatella Magnoni
Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.