Cecchetti insorge contro il rito della macellazione islamica

Cecchetti insorge contro il rito della macellazione islamica

Fabrizio Cecchetti, LombardiaMi sarei aspettata un’alzata di scudi sulla macellazione islamica., Non certo dal Presidente della Camera, sostenitrice in toto della cultura araba, ma da parte di Maria Vittoria Brambilla, dalla Pascale, da Silvio Berlusconi e dal neonato partito Animalista, piuttosto che da vegani e vegetariani. Li ho immaginati tutti uniti nel condannare la terribile mattanza dello scorso fine settimana in occasione della “Festa del Sacrificio Islamico”, dove in macelli autorizzati, ma anche negli ancora molti clandestini, sono stati sgozzati e lasciati morire dissanguati, senza preventivo stordimento, migliaia di animali, tra capre, pecore e montoni. Me la aspettavo, visto il polverone che si alza tutti gli anni quando si avvicina la Pasqua Cristiana, che queste stesse persone si affrettano a sollevare contro chi mangia gli agnelli.
Me la aspettavo perché queste procedure violano le normative europee sulla macellazione e il benessere degli animali che i macellai e gli allevatori sono tenuti a rispettare.

La richiesta di intervenire

L’alzata di scudi, invece, l’ha fatta il vicepresidente del consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, presentando un’interrogazione alla Giunta Maroni. Cecchetti ci ha detto che “Bisogna vietare tutte le macellazioni, clandestine o meno, che non siano precedute da un preventivo stordimento degli animali e che procurano, quindi, inutili e brutali sofferenze, rispettando le direttive europee e il principio di tutela del benessere animale”. Poi Cecchetti ha continuato facendo notare che “Il rispetto degli animali fa sempre più parte della nostra cultura e della sensibilità della società  e certi riti crudeli non possono più essere tollerati dalle istituzioni. La macellazione islamica, oltre a violare le più  semplici regole igienico sanitarie, avviene nell l’assenza assoluta del rispetto degli animali. Infatti, durante la macellazione, i capi di bestiame vengono legati e sgozzati ancora vivi”.

100mila animali uccisi in Lombardia

In Lombardia si stima che almeno 100 mila capi siano stati sgozzati per questo rito, senza contare quelli che si sono svolti in maniera clandestina nelle case private. Un fenomeno purtroppo in crescita sul nostro territorio. “Ho presentato un’interrogazione alla Giunta Maroni perché è inaccettabile che nel 2017 nella nostra regione ci siano ancora questi tipi di rituali. Un’antica tradizione religiosa non può giustificare crudeltà e maltrattamento verso gli animali. E’ necessario potenziare i controlli e far rispettare le leggi vigenti che già  prevedono sanzioni anche penali per chi maltratta e uccide gli animali, arrivando a vietare tutte le macellazione che provocano sofferenze ingiustificate e atroci alle povere bestie”.

Donatella Magnoni
Sposata, ho 2 figli. Appassionata da sempre di politica, letteratura, storia e Sport. Juventina dalla nascita e per sempre. Altra mia passione è Lombardia che amo da Nord a Sud, da Est a Ovest.