Papilloma Virus: la prevenzione del tumore al collo dell’utero

Papilloma Virus: la prevenzione del tumore al collo dell’utero

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L’attenzione alla prevenzione è sempre molto alta in Regione, questa volta è rivolta alle donne e al tumore al collo dell’utero, un male fra i più diffusi e spesso sottovalutati. Per questo motivo Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia, ha annunciato la nuova campagna informativa e il nuovo investimento sanitario di 5 milioni di euro su tutto il territorio. È stata infatti approvata e deliberata la proposta di “Estensione del programma di screening organizzato”, che amplia gli interventi di prevenzione a livello geografico, ma anche scientifico, in quanto viene introdotto in modo uniforme il test di ricerca del DNA del Papilloma Virus.

I fondi sono serviti ad acquistare le nuove apparecchiature per una diagnosi maggiormente preventiva e più precisa. In particolare il test HPV permette di individuare il DNA virale del Papilloma Virus, ha una sensibilità maggiore e un largo anticipo rispetto al Pap test nel rilevare le anomalie cellulari precancerose che potrebbero degenerare in tumore. A livello tecnico il test è basato sulla tecnologia molecolare HC2, l’esame al quale le donne sono sottoposte è simile al Pap test, un prelievo rapido, indolore e non invasivo, la differenza consiste nella lettura del materiale, che non avviene più al microscopio, ma attraverso un test di laboratorio specifico.

Campagna preventiva

Il programma è rivolto alle donne dai 25 ai 33 anni, chiamate ad eseguire il PAP test ogni tre anni, a quelle dai 34 ai 64 a sottoporsi al test HPVdna ogni cinque anni. L’attuazione della prevenzione è affidata ai centri Screening delle Ats, le Agenzie per la Tutela della Salute. L’azione medica sarà anticipata e supportata da una campagna di comunicazione su misura con tutte le informazioni utili a rendere consapevoli le donne sull’opportunità dello screening, sui servizi a disposizione e a fugare eventuali dubbi in proposito.

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