Ladri taccagni e abbracci fatali

Ladri taccagni e abbracci fatali

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Accadono in città alcuni fatti di cronaca nera non molto cruenti che, una volta che il colpevole è stato arrestato, a causa di alcuni particolari riescono a risultare particolarmente divertenti e a strappare un sorriso.

Ladro taccagno

E’ il caso ad esempio del ladro taccagno che è stato catturato dopo aver tentato di compiere un furto in uno dei supermercati milanesi della Esselunga. Verso le 18 del 7 luglio, un 51 enne senza fissa dimora, è entrato al supermercato e ha fatto incetta di bottiglie di liquori. Con più di una trentina di bottiglie nascoste addosso, fra i vestiti, per un valore di circa 300 euro, si è presentato alla cassa per pagare uno yogurt. Magari se avesse fatto una spesa più congrua, il rumore dei sacchetti di quanto acquistato avrebbe nascosto di più il rumore delle bottiglie che cozzavano fra loro sotto ai suoi vestiti. I carabinieri chiamati dai cassieri lo hanno arrestato per furto aggravato.

Abbracci

Un altro fatto è capitato in piazza del Duomo, nei pressi della via Vittorio Veneto quando uno dei numerosi extracomunitari che vi stazionano ha adocchiato il cellulare di un uomo che passava nelle vicinanze. Il ventenne ivoriano senza fissa dimora e con altri precedenti di giustizia, ha velocemente afferrato il telefonino e lo ha strappato dalle mani del proprietario. La vittima, un saudita vestito all’occidentale, e forse per questo ha confuso le idee al ladro, ha reagito in modo pronto al furto e dopo una breve colluttazione è riuscito a bloccare il ladro tenendolo ben stretto in un abbraccio. Il ladro si è ripreso dallo stupore della reazione e ha utilizzato un tipico trucco della categoria. Si è lasciato andare, come se fosse in procinto di svenire, e poi ha approfittato dell’allentamento della presa del Saudita per scappare attraverso la piazza. In quel momento stavano però già arrivando i carabinieri e l’ivoriano ha finito la sua corsa direttamente fra le loro braccia. Un abbraccio tira l’altro…

Ilaria Maria Preti
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 16 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi. Ho collaborato con quotidiani e settimali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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