Referendum autonomia. La matematica non è una opinione

Referendum autonomia. La matematica non è una opinione

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Si leggono molti commenti sui tablet che regione Lombardia ha acquistato per le elezioni del referendum sull’autonomia della Lombardia. La maggior parte riportano le critiche della sinistra che ha annunciato, quasi in toto, il suo Si al referendum, ma di contro critica, attraverso sindacati e altri personaggi riconducibili comunque alla sinistra e al PD, l’acquisto dei tablet per il voto elettronico. Fra questi troviamo Nicola Fratoianni, deputato e coordinatore nazionale del gruppo Misto – Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà, che ha annunciato di aver mandato un esposto alla Corte dei Conti per il bando pubblico sull’acquisto dei tablet e dell’altro materiale per effettuare il referendum sul’autonomia della Lombardia. Secondo lui il costo dei tablet è troppo alto.

Nicola Frattoianni non è residente in Lombardia. A prescindere da questo e anche dal mio pensiero sul voto, lasciando cioè da parte, per il momento, il significato politico del referendum, va fatta notare la questione matematica, che risalta mettendo in imbarazzo chi parla di costi troppo alti. Salta agli occhi anche a un non esperto. Infatti nel 2013 le elezioni sono costate 283 milioni di euro e hanno coinvolto tutti i 60 milioni di cittadini italiani.  Un conto facile da fare a spanne. 283 milioni diviso 60 milioni, significa che ogni voto, effettuato con il sistema della carta e delle matite copiative è costato almeno 4,72 euro, o di più visto che la gente non va a votare ma il costo c’è stato lo stesso.

4,72 euro contro 2,30 euro

La democrazia non ha prezzo e quindi non si può parlare di soldi gettati o di smettere di votare per non spendere. Anzi, gli euro usati per chiedere alla gente di andare a votare sono ben spesi. Oggi però per il referendum Lombardo sono stati spesi 23milioni di euro e la popolazione lombarda è di 10 milioni di persone. Ciò significa che, con il voto elettronico il costo di ogni voto è di 2, 30 euro. Con il voto elettronico si spende quindi meno della metà rispetto al sistema cartaceo utilizzato finora in Italia.
Anche se invece di prendere in considerazione il costo dei soli tablet, si prende in considerazione l’intero fondo regionale destinato, sin dall’anno scorso, alla celebrazione del referendum per l’autonomia, il risultato cambia poco. Il fondo è di circa 30 milioni di euro. il costo per ogni cittadino lombardo è di 3 euro. Sempre molto lontano dai quei 4,72 euro del costo delle elezioni del 2013. Questa, più che una questione politica, è una questione di logica e di matematica.

Ilaria Maria Preti
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 16 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi. Ho collaborato con quotidiani e settimali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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