Fondazione Empatia Milano per mettersi nei panni degli altri

Fondazione Empatia Milano per mettersi nei panni degli altri

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri. In altre parole significa partecipazione a sentimenti o situazioni altrui, immedesimazione, comprensione. Negli ultimi tempi il termine ricorre più spesso e designa, oltre che un atteggiamento personale teoricamente innato, la necessità sociale di apertura e di inclusione nei confronti di nuove realtà. Da questo presupposto nasce FEM, Fondazione Empatia Milano, con lo scopo di sensibilizzare all’incontro, al dialogo, alla conoscenza di tutto ciò che è diverso. L’attività di FEM, unendo la concezione privata e sociale di empatia, crea esperienze culturali innovative e d’impatto per promuovere processi partecipativi e per incoraggiare un approccio emotivo in nuovi contesti.

La pluralità della società odierna infatti tende all’isolamento di ciò che viene percepito come diverso, allontanato per paura dall’individuo che si chiude in gruppi omogenei. Alla diffidenza e all’insicurezza si deve aggiungere il dilagante cinismo, che alimenta una società sempre più fredda ed egocentrica, costituita da soggetti che hanno dimenticato il naturale carattere empatico che dovrebbe portare l’uomo alla socializzazione e alla cooperazione.

La Fondazione

FEM è la seconda esperienza di questo genere in Europa, nasce due anni dopo il precursore Empathy Museum, inaugurato a Londra nel 2015, con un’installazione sulle rive del Tamigi. FEM è costituito da un Comitato promotore e da un Comitato etico, entrambi composti da esponenti con competenze e talenti diversi, esperti italiani e al livello internazionale che operano in vari settori della società civile, dall’associazionismo al volontariato, dalla salute mentale all’arte, dall’insegnamento universitario al giornalismo, alla cultura milanese. La presidenza è affidata a Giannantonio Mezzetti, ex dirigente d’azienda, già promotore e organizzatore delle edizioni 2015 e 2016 di Biblioteca Vivente in occasione della Giornata Mondiale salute Mentale, nonché fondatore e consigliere dell’Associazione ART- UP, Facilitatori Arte e Salute. La fondazione conta inoltre la collaborazione di Bruno Bozzetto, il padre della scuola d’animazione italiana, che vede nell’iniziativa di comunicare il concetto complesso di empatia una sfida interessante per il linguaggio animato.

I progetti di FEM sono supportati in vari modi da: Pinacoteca di Brera con Mediateca S. Teresa, Gallerie d’Italia Banca-Intesa, Museo del Novecento, Museo MappMuseo d’Arte Paolo Pini, Fondazione Vidas, Radio Popolare, Empathy Museum. In particolare la Mediateca di Santa Teresa sarà la sede di un archivio permanente di materiali multimediali utili a ricostruire storie e profili di persone portatrici di diversità e sfide culturali. La Fondazione è stata creata con fondi privati. Per garantire la sostenibilità dell’iniziativa nel tempo la Fondazione utilizza strumenti di fundraising e prossimamente di crowdfunding.

Origine e significato di empatia

Il termine affonda le sue radici etimologiche nell’antica Grecia: composto da en e pathos significa sentire dentro, espressione che riassume in modo esaustivo il concetto astratto. Avvertire i sentimenti, di qualsiasi natura siano, e interiorizzarli, immedesimarsi con gli stati d’animo delle altre persone, percepiti anche solo attraverso un’espressione, condividere il loro punto di vista e sentirsi vicini e partecipi. Nell’antichità indicava l’atteggiamento di coinvolgimento emotivo che s’instaurava tra cantori e pubblico, tra autore e personaggi narrati. A livello tecnico la parola empatia nasce a fine Ottocento in ambito filosofico, usata da Robert Vischer in tedesco e in seguito tradotta in inglese. Einfühlung, empathy indicava, secondo la riflessione estetica, la capacità dell’uomo di cogliere il valore simbolico della natura e di conseguenza applicato alle arti figurative il legame che il corpo riesce a stabilire con un’immagine, come una sorta di eco emotiva.

Agli inizi del Novecento il concetto di empatia è introdotto da Lipps in psicologia associato all’idea di alterità e connotandosi come la partecipazione profonda all’esperienza di un altro essere, suscitata dal movimento dell’altro e proiettato sul soggetto che lo imita interiormente. Secondo Freud per mezzo dell’empatia è possibile conoscere l’esistenza di una vita psichica diversa dalla nostra; nel corso degli anni, ad opera di Kohut, l’empatia è considerata anche come metodo terapeutico. L’empatia è stata oggetto di diverse teorie e modelli. Per esempio secondo Hoffman, docente di psicologia alla New York University, può essere affettiva, cognitiva e motivazionale, si manifesta nell’individuo dai primi giorni di vita e si sviluppa e intensifica con la crescita. A livello neurobiologico la scoperta dei neuroni a specchio ha spiegato come assistere ad azioni o emozioni di altri stimoli le aree cerebrali che provocano gli stessi gesti e sentimenti in prima persona.

Scoperta, ascolto, gratuità, proiezione, rivoluzione

Di fronte alla difficoltà di definire in modo completo e univoco la parola empatia, per la quale per altro non ci dovrebbe essere bisogno di spiegazione, i fondatori di FEM hanno usato cinque termini per rendere l’idea del progetto: scoperta, ascolto, gratuità, proiezione, rivoluzione. La scoperta, l’ascolto dell’altro, la proiezione gratuita in sentimenti altrui che permette la riscoperta di noi stessi e porta a una rivoluzione dei rapporti umani. Le prime iniziative sono previste per l’autunno, nella speranza che l’empatia possa essere davvero suscitata e ritrovata.

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