Sorte: delle Ferrari al posto dei treni

Sorte: delle Ferrari al posto dei treni

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trenord2-300x195 Sorte: delle Ferrari al posto dei treni Lombardia Prima Pagina   I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle si sono arrabbiati per quanto successo sui treni nelle ultime settimane, e in particolar modo nel mese di giugno.  In effetti gli incidenti che hanno causato soppressioni e ritardi in giugno sono stati più numerosi che negli altri mesi dell’anno. L’episodio più eclatante  è stato quello dove, a causa di un albero caduto durante il temporale, è stato necessario far scendere i passeggeri dal treno e far loro raggiungere la stazione a piedi. In questo caso il gestore era la compagnia ferroviaria RFI, ma Iolanda Nanni se la è presa con l’intero mondo dei trasporti e ha presentato una interrogazione alla Commissione regionale trasporti chiedendo inoltre un’audizione urgente dell’amministratore delegato di Trenord, del Responsabile RFI e di FerrovieNord per la rete infrastrutturale lombarda, e dell’Assessore Alessandro Sorte.

Nanni:  “ora gli sconti per i pendolari, previsti dal contratto di servizio”

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“Per il trasporto pubblico in Lombardia è allarme rosso e le responsabilità hanno nomi e cognomi, dato che in questa legislatura, ogni estate, si ripetono gli stessi errori da parte di Trenord e la Giunta Maroni resta impassibile. E’ evidente che non c’è programmazione e non si provvede alle pre-manutenzioni estive”, dice la Nanni specificando di dar voce ai comitati di pendolari che stanno protestando in questi ultimi giorni. “E’ di oggi la dura lettera dei Rappresentanti dei Viaggiatori lombardi della Conferenza del TPL che protestano per i pesanti disagi e disservizi subiti. Ho tradotto le loro richieste in un’interrogazione in cui chiediamo l’applicazione delle penali del Contratto di Servizio a Trenord che evidentemente non lo ha rispettato e interventi radicali per il miglioramento delle condizioni di viaggio degli utenti lombardi. L’Assessore Sorte, di Forza Italia, meriterebbe un monumento all’incapacità e all’inerzia. Del suo piano di investimenti straordinari annunciato a febbraio 2017 non c’è nemmeno l’ombra”, conclude Nanni.

“Votate si al referendum e avremo Ferrari al posto dei treni”

La risposta dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte non si è fatta attendere. Non se la è presa per il durissimo attacco del movimento 5 stelle. Anzi, ne ha approfittato per chiedere ai comitati dei pendolari di votare Si al Referendum per l’autonomia della regione Lombardia per avere a disposizione tutte le risorse necessarie a “sistemare tutte le linee ferroviarie regionali e mettere delle Ferrari al posto dei treni”.  “Con il Si potremo trattenere in Lombardia il residuo fiscale e in un solo anno avremmo le risorse necessarie. Negli ultimi 10 anni la Regione ha investito 1,31 miliardi di euro per l’acquisto di nuovo materiale rotabile, mentre le Ferrovie dello Stato, nonostante partecipino con la stessa quota della Regione a Trenord, solo 170 milioni di euro”. La vicenda non è nuova.  Ne avevamo già parlato lo scorso anno quando fu pubblicato il piano di investimento per la nascita della nuova FNM, Ferrovie Nord Milano polo per la Mobilità,

Comitati dei pendolari per il Si all’autonomia della Lombardia?

Con la richiesta dell’impegno dei comitati dei pendolari per la sensibilizzazione dei cittadini lombardi al Si al referendum del 22 ottobre, Alessandro Sorte fa invece un po’ il malizioso. Dice: “in questo quadro è importante che anche i Comitati dei pendolari sensibilizzino gli utenti che rappresentano circa l’importanza del referendum del 22 ottobre perchè questa è la strada per iniziare a fare subito nuovi investimenti fronteggiando i tagli dello Stato che sono sempre più feroci”. Niente di più vero, ma la voce che gira è che i comitati spontanei dei pendolari ultimamente non siano poi così spontanei. Le lamentele dei viaggiatori ci sono, ma non capita spesso che questi frequentino i comitati. Le riunioni sono spesso deserte, i comitati hanno la nomea di essere in realtà formati da pochissime persone e di essere manovrati dalle forze della sinistra lombarda.

E’ una cosa risaputa da anni, ma non invalida le lamentele presentate dal Movimento 5 stelle e la forza della richiesta di muoversi per il referendum. Chissà, forse l’idea di arrivare in ufficio su una Ferrari in car sharing condiviso potrebbe dare una buona motivazione all’impegno per il Si al referendum sulll’autonomia anche per chi è sensibile a “corde politiche” più governative.

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