Premiate 31 Botteghe storiche, punti fermi del commercio milanese

Premiate 31 Botteghe storiche, punti fermi del commercio milanese

In tempi di innovazione e di difficile sopravvivenza dei negozi tradizionali di fronte alle grandi catene di distribuzione e ai sempre nascenti centri commerciali le Botteghe Storiche sono simbolo dello spirito imprenditoriale milanese. Per questo motivo il sindaco Giuseppe Sala, insieme a Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, e ai rappresentanti delle Associazioni di categoria ha conferito, ieri 31 riconoscimenti alle Botteghe storiche, che diventano così 520. I requisiti per ottenere tale designazione impongono che la bottega debba essere in attività da almeno cinquant’anni nello stesso ambito di commercio, a prescindere dal succedersi del cambio dei titolari, e debba conservare gli elementi architettonici storici.

Vetrine storiche dal 1919 al 1967

La cerimonia si è svolta a Palazzo Reale e ha premiato come Bottega più antica la “Coltelleria Lorenzi”, aperta dal 1919. In ordine cronologico, fra i vari esercizi commerciali, spiccano la “Gelateria Toldo” di via Sacchi del 1934 e “L’Antica Gelateria Sartori” dal 1942 in Stazione Centrale, che da oltre settant’anni soddisfano la golosità cittadina con tradizione e qualità. Per rimanere in ambito dolciario dal 1961, in Piazzale di Porta Lodovica, la “Pasticceria Gattullo” porta avanti l’arte di famiglia. L’anno successivo, nel 1962, in Corso Garibaldi iniziò l’attività ristoratrice la trattoria “Al Matarel”. Al 1965 risale la Stivaleria Savoia di via Vincenzo Monti, che offre ricercate calzature maschili, derivate dalla tradizione dei maestri calzolai che realizzavano gli stivali per il reggimento Cavalleria Savoia dell’allora vicina caserma. Tra bar, negozi di abbigliamento, di giocattoli, mercerie, ferramenta, edicole e parrucchieri si ripercorre la storia di Milano.

Il sindaco ha celebrato la Botteghe storiche come espressione della laboriosità meneghina, fatta di sacrifici e coraggio di intere famiglie, che hanno superato momenti di crisi, riuscendo a conciliare tradizione e innovazione. I negozi infatti hanno mantenuto la loro caratterizzazione originaria pur adeguandosi ai tempi, di conseguenza con la loro storia raccontano il cambiamento della società. Giuseppe Sala ha inoltre aggiunto che “i premi sono un importante riconoscimento alla dedizione al lavoro e al ruolo strategico che le Botteghe Storiche hanno avuto e continuano ad avere per la crescita dell’intera città”. Cristina Tajani ha altresì sottolineato l’intenzione di “valorizzare il grande patrimonio sociale e culturale che le Botteghe Storiche milanesi rappresentano, promuovendo o facilitando iniziative che facciano sempre più conoscere questo tesoro, anche al di fuori dei classici percorsi turistici, e che sostengano la vita e lo sviluppo della maestria commerciale ed artigianale ambrosiana”.

 

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