Vaccini. Regione Lombardia fa quadrato intorno ai genitori

Vaccini. Regione Lombardia fa quadrato intorno ai genitori

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vaccini lombardiaContinua la battaglia contro il decreto Lorenzin che ha imposto ai bambini 12 vaccini obbligatori in pochi mesi. La regione Veneto ha deciso di impugnare il decreto Lorenzin davanti alla consulta della corte Costituzionale, perchè viola le regole dell’autonomia regionale, e anche in Lombardia si sono alzate le barricate. Non contro i vaccini ma contro una imposizione, con pene gravissime, come multe e persino la perdita della Responsabilitá genitoriale (che ha sostituito la patria potestà), che va a sostituirsi ad una corretta informazione dei genitori sulle vaccinazioni. Non un “no” quindi, sulle vaccinazioni, ma un “no” deciso al metodo e anche al numero di vaccini imposti per legge. Luca Zaia ha fatto infatti notare che in Veneto il 92% dei bambini sono vaccinati, senza che vi sia alcun obbligo di vaccinazione. In Lombardia, ha detto Roberto Maroni, I bambini vaccinato sono il 94%.

Poco prima della riunione della giunta regionale di oggi, alla fine della tavola rotonda “Crescere insieme: aziende e istituzioni a confronto” organizzata al politecnico di Milano, il presidente di regione Lombardia Roberto Maroni ha parlato della sua posizione sul decreto dell’obbligo vaccinale. “Il governatore del Veneto Luca Zaia ha preso una decisione che io condivido. Ne parlerò oggi in Giunta, anche se Regione Lombardia non farà ricorso. Comunque il ricorso del Veneto gioverà a tutte le Regioni. Non è necessario fare ricorso per ottenere i benefici di un’eventuale decisione favorevole della consulta”. Infatti se la consulta darà ragione al Veneto, come è probabile, la sentenza sarà valida per tutte le regioni italiane.

In attesa della dichiarazioni post giunta, e di quelle dell’assessore Giulio Gallera che sta seguendo da vicino la vicenda dei genitori e dei vaccini relativamente all’applicazione del decreto Lorenzin, sono iniziate le prese di posizione da parte delle altre istituzioni. Il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, Massimiliano Romeo ha appoggiato il provvedimento veneto. “Giusto vaccinare i bambini ma il decreto Lorenzin è fatto male. Non si calpesta la patria potestà né l’autonomia delle Regioni. Anche noi condividiamo la decisione di Zaia”. ha detto. Ma non è il solo. Ieri Matteo Salvini aveva appoggiato in pieno la decisione dei Luca Zaia e della Giunta Veneta.

Regolamento e mozioni in regione Lombardia

Antonio Saggese, consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente – Lombardia in testa” e componente della commissione Sanità e politiche sociali, ha dato oggi alcune importanti informazioni su quanto si stava già facendo in commissione a proposito del regolamento regionale sui vaccini. Prima della pubblicazione del decreto Lorenzin, infatti, la Regione Lombardia stava già lavorando per porre dei correttivi importanti alla legge statale. Una mozione è già stata presentata e ammessa, proprio oggi, alla discussione in consiglio regionale. La mozione invita la Giunta regionale a coinvolgere i pediatri di famiglia nella somministrazione di tutte le vaccinazioni obbligatorie. Saggese definisce la mozione “Un’importante novità, unica in Italia, in grado di snellire le prenotazioni e ridurre le liste di attesa per tutte le vaccinazioni, aumentando i punti di erogazione e che, soprattutto, favorisce un rapporto più familiare e adeguato tra medici e genitori su un argomento delicato”.

Quello che dicono i pediatri

Il Sindacato medici pediatri di famiglia (Simplef), che rappresenta l’80% degli specialisti in Lombardia, ha presentato i dati di un’indagine commissionata a Nextplora. Su 400 mamme intervistate, il 94% considera le vaccinazioni fondamentali, ma 3 mamme su 4 manifestano ansie e temono possibili effetti collaterali, interferenze negative con il sistema immunitario e l’impatto su bambini piccolissimi per l’esecuzione di tanti vaccini nello stesso giorno. Dalla stessa indagine risulta che il 78% delle mamme considera il sistema dei centri vaccinali efficiente, seppure con alcune criticità quali la scarsa flessibilità negli orari di apertura e, soprattutto, i tempi di attesa al telefono per le prenotazioni o per ottenere un appuntamento, in particolare rispetto alla vaccinazione per il meningococco B.

Lo stesso studio dice che il pediatra, per il 78% delle mamme, risulta essere la prima fonte di informazione sulle vaccinazioni e anche la più autorevole (91%). Il 64% delle intervistate si sentirebbero più tranquille se fosse proprio il pediatra di famiglia a vaccinare i bambini perché ne conoscono la storia clinica e potrebbe anche intervenire in maniera più efficace in caso di eventuali effetti collaterali.

Il partito democratico chiede l’applicazione in toto del decreto Lorenzin

Il partito democratico in regione Lombardia invece ha chiesto che Maroni applichi il decreto Lorenzin in toto. Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia e membro del Partito democratico, ha parlato di giochetti. “Se è d’accordo con Zaia si accodi al ricorso del Veneto e se ne assuma la responsabilità, altrimenti applichi il decreto fino in fondo come gli ha chiesto il Consiglio regionale a grande maggioranza, a maggior ragione ora che con le ultime modifiche sono stati rimossi i problemi tecnici della prima versione. Quella per la diffusione dei vaccini è una battaglia di civiltà, per la salute pubblica. La retromarcia di Maroni è stupefacente, soprattutto per il suo cinismo.”

Sembra quasi che il Partito democratico in regione Lombardia pensi che la questione sia di tipo politico e stia cercando la verifica di un accordo in giunta al posto dell’ascolto dei genitori e delle loro perplessità, in una regione dove con il 94% dei bambini vaccinati, non si può certamente parlare di emergenza sanitaria, per la quale possa essere necessaria l’emissione di un decreto legge in urgenza, come quello emanato.

 

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 16 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi. Ho collaborato con quotidiani e settimali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

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