Red Bull Culture Clash, il ring del sound è pronto, al pubblico...

Red Bull Culture Clash, il ring del sound è pronto, al pubblico la sentenza

0

È giunto il momento, 10 giugno alle ore 20, della sfida tra i quattro team che competono al Red Bull Culture Clash. La battle, che dal 2010 ha infervorato Londra, New York, Toronto e Miami, torna a Milano dopo l’edizione del 2014. Il luogo è il Piazzale Donne Partigiane in Barona, quartiere che ha visto crescere Marracash, il famoso rapper che in quest’occasione da partecipante diventa presentatore. La scelta della Barona come location, oltre ad essere suggestiva, rispecchia l’essenza urbana dello “scontro”. La direzione artistica è ad opera di Alioscia Bisceglia, leader di Casino Royale e tra i fondatori di ElitaI partecipanti formano quattro squadre che raggruppano artisti, mc e dj provenienti da label e crew diverse. Già legati da rapporti di stima ed amicizia spesso hanno dato origine a featuring, ma in questo caso la collaborazione è straordinaria e di grande portata.

I team

Le squadre rappresentano generi diversi, inglobando: hip hop, trap, drum and bass, reggae, dubstep, elettro pop, grime, dancehall, R&B, house e tutte le influenze intermedie. DAYTONA ha in organico The Night Skinny , Clementino, Crookers, Giad, Noyz Narcos, RkomiHELLMUZIK è composta da Salmo, Dj Slait, Mc Kwality, Hell Raton, Low KiddMILANO PALM BEAT vede schierati Populous, Chiamu, Go Dugong, Myss Keta, Mudimbi, Milangeles, Ckrono. REAL ROCKERS è capitanata da Macro Marco, vincitore nel 2014, Ensi, Madkid, ModdiI team, come mostrano i social degli artisti, si preparano allo scontro da tempo, le selezioni e le performance saranno uniche, il contest imperdibile per gli amanti del genere e della musica in tutte le sue declinazioni. Il pubblico certo premierà chi saprà meglio fomentare la folla suscitando entusiasmo e accattivandosi maggior consenso, in qualsiasi caso i nomi sono una garanzia di qualità e originalità.

Regole e storia

La competizione si articolata in quattro round in cui ogni crew si scontra in sound system a tempo, che varia a seconda della sfida da un minimo di 5 minuti a un massimo di 15. Le squadre possono suonare brani propri o di altri. L’unica regola per battere l’avversario è l’originalità, ricorrendo a guest invitati sul palco, versioni speciali di pezzi noti, in termine tecnico dubplate. Ogni disco può essere proposto una volta sola, pena la squalifica, ad eccezione che non sia stata annunciata una counteraction, ossia ribattere con una versione del brano ancora più originale. Il giudizio insindacabile è affidato al pubblico, il cui gradimento ed entusiasmo è rilevato da un applausometro.

L’evento s’ispira al sound clash giamaicano, la sfida nata negli anni Cinquanta sull’isola culla del reggae. In quegli anni la vittoria significava fama sicura, al contrario la sconfitta equivaleva a perdere persino l’uso dell’impianto. Esportata e diventata famosa negli anni Ottanta in Inghilterra, legata principalmente al reggae e alle categorie del genere, nella versione attuale raddoppia i sound system, che in origine erano solo due, e si allarga a più generi musicali in linea con i tempi. Un vero e proprio spettacolo che porta sul palco una creatività senza limiti, selezioni musicali eccezionali, inediti occasionali, basi nuove, colpi di scena, il tutto moltiplicato per quattro.

Nessun commento

Rispondi