Rape in Chinatown. Si, proprio rape

Rape in Chinatown. Si, proprio rape

rapeLa convivenza fra etnie diverse è difficile, si sa, e la china town milanese, zona Paolo Sarpi e vie  limitrofe, ne è stata spesso la prova, negli ultimi anni. Milanesi e cinesi si somigliano molto, quando si parla di lavoro. Ambedue culturalmente instancabili e stakanovisti. Però ci sono cose su cui divergono in modo altrettanto ampio, e questa storia parla uno di questi ultimi casi. Riguarda delle rape e un ristorante cinese, di cui non faremo il nome, per ora, e di un certo suo modo di prepararle prima di cucinarle. Infatti, i vicini si lamentano perchè da anni le rape sono messe ad asciugare all’aperto su un terrazzino, lasciando vagare un indescrivibile odore di rapa.

Rape su Facebook

“Dico subito che mi dispiace fare quello che sto per fare, ma l’esasperazione dopo anni di fastidi subiti porta a fare anche quello che normalmente non si fa.” Scrive su Facebook una vicina di casa del ristorante rapaiolo, mostrando due fotografie.  “Sabato 3 giugno. Rape tagliate a pezzi e lasciate al sole ad asciugare su un terrazzino interno al cortile. Una puzza insopportabile per ore sul nostro terrazzo. Il mio compagno va a lamentarsi, il proprietario dice che lui fa quello che vuole per il suo ristorante.”

“Domenica, però, non si sa se perchè hanno preso il temporale e quindi sono da buttare o se perché vengono “conservate” così, le rape sono chiuse dentro a due grossi sacchi dell’immondizia per tutto il giorno. Speriamo che nessun cliente debba mangiarsele. La mia conclusione è: chissà per quanti giorni ora staranno lì, sia che siano immondizia sia che siano da mangiare”.

Sotto al messaggio una lunga discussione fra residenti della via incriminata verte sulle rape, sull’ Asl e i suoi interventi, sui possibili metodi per liberarsi delle rape e sugli amministratori di condominio poco interventisti. C’è stato anche chi ha suggerito di chiamare ARPA (Agenzia regionale protezione ambiente) per eliminare il problema alla fonte. C’è una intera via ostaggio delle rape e che attende di essere liberata.  Come andrà a finire? L’avranno vinta le rape o i milanesi? Lo vedremo fra qualche giorno.

Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente, sul giornalino della parrocchia, l'Urlo. Tra il 1977 e il 1982 circa ho lavorato in una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Da 16 anni sono uno degli speaker radiofonici della più bella delle radio milanesi. Ho collaborato con quotidiani e settimali, occupandomi di tutto, dalla cronaca allo sport. Come Web Content Specialist seguo blog e testate giornalistiche online. Ora mi occupo della redazione di Zoom Milano.

Nessun commento

Rispondi