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Spreco di cibo, un nemico da combattere trasformato in pasti per i più bisognosi

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spaghetti-1260818_1920-324x432 Spreco di cibo, un nemico da combattere trasformato in pasti per i più bisognosi Lombardia   Lo spreco di cibo è una piaga mondiale alla quale, in prospettiva temporale, solo da pochi anni a questa parte viene dato il doveroso rilievo: la collettività non è ancora pienamente consapevole dell’impatto che lo sperpero provoca. Certo è che il fenomeno negativo, nell’attesa che sia debellato, può essere contenuto, incanalato e riconvertito per alleviare il grave problema sociale che riguarda le fasce più deboli della popolazione. In questo senso ha operato negli ultimi anni Regione Lombardia e al convegno specifico “Ridurre lo spreco, alimentare il futuro” Claudia Terzi, assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, ha aperto un focus sulla tematica rendendo noti i dati delle azioni intraprese sul territorio. Per capire la portata della questione è sufficiente considerare le cifre emerse dal bilancio di un anno di interventi precipui: 830,5 tonnellate di cibo recuperato, altrimenti destinato alla spazzatura, e tramutato in 1.661.000 pasti distribuiti ai lombardi in difficoltà.

Le azioni sul territorio

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Nelle operazioni si distingue l’attività costante di Banco Alimentare, che presso l’Ortomercato di Milano raccoglie gli alimenti scartati. Per perseguire lo stesso scopo e intervenire all’origine è nato, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, il progetto “L’ABC dello spreco alimentare” con il fine didattico di formare bambini coscienti attraverso l’educazione ambientale. La collaborazione con Fondazione Lombardia per l’Ambiente ha inoltre generato il piano “Reti territoriali virtuose contro lo spreco alimentare” volto a diminuire, all’interno della grande distribuzione, la quantità di alimenti invenduti o in esubero e ripartirli ai più bisognosi. Una tale rete assistenziale estesa a tutto il territorio regionale risulta efficace grazie alla cooperazione tra la Regione, le Amministrazioni, le associazioni e gli esponenti economici appartenenti al settore alimentare.

Il pericolo concreto

La lotta allo spreco di cibo è, o dovrebbe essere, all’ordine del giorno della politica economica e ambientale mondiale. La filiera alimentare perde, lungo il percorso che giunge al consumatore, circa un terzo della sua produzione globale. Il dato, reso noto dalla FAO, è quantificabili in 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, che non è nemmeno immaginabile quanta popolazione potrebbe sfamare, sicuramente tutta l’Africa, secondo la stima appunto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Di un tanto enorme spreco l’aspetto economico costituisce la diretta conseguenza, ma non è di minore importanza l’inutile consumo di risorse impiegate: acqua, suolo, fonti energetiche sarebbero risparmiabili o altrimenti sfruttabili. Serva da esempio il fatto che la quantità di cibo buttato ogni anno nel mondo equivale a 250.000 miliardi di litri di acqua altrettanto sprecata, nonché a 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica immessa nell’atmosfera di un pianeta prossimo al collasso.

 

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