L’incerto futuro di Città Studi. Intervista al professor Rosso del Politecnico

L’incerto futuro di Città Studi. Intervista al professor Rosso del Politecnico

Nella giornata di venerdì 19 maggio si è tenuta una conferenza a Palazzo Marino dove sono state ribadite le ragioni del no all’operazione di trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università degli Studi di Milano al sito di Expo 2015 che vede coinvolti Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano. Tra le varie argomentazioni quella portata da uno dei relatori, il Professor Renzo Rosso docente di ingegneria idraulica del Politecnico di Milano, è decisamente affascinante in quanto verte sull’importanza del rapporto tra studenti e tessuto sociale della città, che secondo il docente verrebbe meno nel caso si concretizzasse il progetto della cittadella del sapere ad Expo.

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L’ipotesi del trasferimento sta circolando da quasi un anno, vale a dire da quando il suo Consiglio di amministrazione il 19 luglio 2016 ha approvato la creazione di un Campus in grado di accogliere diciottomila studenti e tremila ricercatori.
Il tema del trasferimento è stato elevato al rango di argomento nazionale quando l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha mostrato un grande interesse per la questione. Siamo nell’estate scorsa e Renzi arriva a Milano per lanciare il progetto Human Technopole, comprendente un polo scientifico della Salute, le facoltà scientifiche della Statale ed insediamenti privati ed aziendali.

Il progetto di trasferimento agli studenti

Parlando di numeri il rettore della Statale Gianluigi Vago, presentando l’8 febbraio il progetto di trasferimento agli studenti, ha confermato il costo dell’operazione in 380 milioni di euro. Due terzi circa a carico dell’Ente attraverso la vendita degli edifici (esclusi quelli di proprietà dello Stato e l’area in concessione dal Comune), 130 milioni da parte del Governo, inserito per 8 milioni nella legge finanziaria e per 130 milioni nel patto con la Regione Lombardia approvato dal Cipe nel dicembre 2016. Nella nuova localizzazione gli spazi disponibili sarebbero di circa 150 mila mq rispetto ai circa 250 mila attuali.
Il progetto della Statale è causa di scontri in seno al corpo docente, tra i ricercatori e docenti, docenti contro studenti, amministrativi contro il Senato accademico. In ogni grande ente od organizzazione le ipotesi di cambiamento così radicali fanno nascere e acuiscono problemi vari, scontri di potere inclusi.

I residenti di Città Studi

I residenti di Città Studi sono quelli che, nel caso il progetto vada a compimento, avranno le ricadute maggiori essendo l’università parte fondamentale del tessuto sociale ed economico che nei decenni è nato e si è consolidato attorno ad essa e al Politecnico. Basti pensare alle tante attività commerciali che vivono grazie alla presenza degli studenti, ai numerosissimi appartamenti dati in affitto e che contribuiscono a mantenere più o meno stabili i valori immobiliari del quartiere.

Chi abita in questa zona teme che la migrazione della Statale, assieme a quella già prevista di Istituto dei Tumori e Istituto Besta, porterà ad un declassamento del quartiere con il concreto rischio che le problematiche di degrado delle periferie limitrofe possano contaminare questo territorio. Ciò che manca è la visione a lungo periodo per Città Studi per il dopo università. Per ora infatti si sa solo che il Politecnico è interessato agli stabili di un tratto di Via Celoria. Meno chiaro sembra essere l’ interessamento della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bicocca alla ricerca di nuovi spazi.

La Politica

L’amministrazione comunale sembra in difficoltà e non ha soluzioni concrete nel cassetto. In una recente riunione della Commissione Urbanistica tenutasi il 22 marzo sono state presentate alcune soluzioni in allo stato di pure ipotesi di lavoro. Vale adire possibilità di trasferimento di edifici e archivi comunali, sede dell’ufficio del Demanio dello Stato, generiche funzioni sportive e verde pubblico, il mantenimento di un presidio sanitario (una nuova ATS? Un ospedale?),incremento di residenze universitarie (anche se con il calo della popolazione studentesca si fa fatica a comprenderne la razio).
La battaglia contro il trasferimento di Città Studi senza se e senza ma vede come principale protagonista il Movimento Cinque Stelle e in secondo luogo la galassia dei piccoli movimenti della cosidetta sinistra radicale che non si sente rappresentata dall’attuale sindaco Giuseppe Sala e dal sua vicinanza con il governo nazionale.

Gianluca Boari
Laureato in Scienze Geologiche, appassionato anche di storia politica e modellismo

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