C’è una ciribiriciaccola nel depuratore di Nosedo. Ed è la casa di...

C’è una ciribiriciaccola nel depuratore di Nosedo. Ed è la casa di Fra Cristoforo

fracristoforo-324x146 C'è una ciribiriciaccola nel depuratore di Nosedo. Ed è la casa di Fra Cristoforo Costume e Società Cultura   Si è conclusa oggi la terza edizione del Festival Internazionale dei Depuratori, iniziata lo scorso 6 maggio. Si è trattato di un festival particolare dalle forti tematiche ambientali. Ve ne parliamo anche perchè ha visto fra protagonisti milanesi il depuratore Nosedo 3, che si trova in via San Dionigi 90. Il depuratore è sede, all’interno del museo Acqua Franca, di una installazione artistica che racconta una storia interessante e romantica. Le narratrici sono tre artiste, Viviana Costa, Ornella Bonomi e Paola Moretti, che hanno formato un sodalizio, il Vop.  Con l’aiuto della Società CuccuCostruzioni di Orio Litta (LO), Gruppo VOP ha recuperato e salvato dalla discarica una parte dei mattoni e di altri elementi del convento di Fra’ Cristoforo a Cremona, dando loro una nuova vita all’interno di un’opera d’arte. Una nuova ciribiriciaccola.

Il convento e la casa di Fra Cristoforo, confessore dei Promessi Sposi

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Nel 2016, a Cremona, è stata demolita una casa cinquecentesca che si trovava fra via Mantova e Via Cappuccini. La storia e la tradizione della città la indicavano come il luogo in cui il personaggio manzoniano di Fra’ Cristoforo si era rifugiato dopo l’omicidio che causò la sua conversione e la decisione di espiare prendendo il saio.  Sempre la tradizione aveva identificato il personaggio descritto da Alessandro Manzoni con Lodovico Picenardi, fra’ Cristoforo da Cremona. Era uno dei frati cappuccini che assistettero i malati di peste al lazzaretto di Milano.

Casa e convento erano costituiti da una serie di basse abitazioni con alcune arcate. Nonostante le numerose petizioni per salvarla, la demolizione è stata inevitabile. Le tre artiste hanno conglobato le macerie della casa di Fra Cristoforo nella loro opera ‘La Ciribiciaccola: radice e germoglio’, allestita all’interno del Museo Acqua Franca (MAF – progetto del Movimento ‘Arte da mangiare), che si trova, appunto, nel depuratore di Nosedo.

La Ciribiriciaccola

In fondo alla via San Dionigi si trova la magnifica abazia di Chiaravalle, con la sua torre: la ciribiriciaccola. In lingua milanese, la ciribiriciaccola è la cicogna. La torre deve il suo nome alle colonnine bianche che si trovano sulla sommità. Spesso da lontano, si confondevano con le cicogne che l’abitavano. La sua costruzione è stata attribuita ad un altro cremonese,  Francesco Pecorari. Nell’allestimento delle tre artiste, gli antichi mattoni cremonesi hanno formato una nuova torre. La Ciribiciaccola d’oro, che germoglia dall’acqua e dalla terra fertile in un intenso messaggio di forza e speranza. “Tracce del passato per donare ‘stabilità e purezza’. La traccia di un luogo sacro radicato nella terra accoglie al suo centro un’altra presenza che si eleva verso il cielo, quasi impalpabile come la Spiritualità e la Purezza.” Sono queste le parole con cui le tre artiste hanno descritto la romantica opera.

Conosciamo le tre artiste del VOP

Le tre 3 amiche artiste del Gruppo VOP sono accumunte da sentmenti e visioni comuni pur avendo avuto esperienza di vita diverse. Viviana Costa è nata nel 1955 ad Alessandria d’Egitto, vive e lavora a Roma. Ha una lunga esperienza in organizzazione di eventi artistici, laboratori e attività museali. Ornella Bonomi è nata a Milano, nel 1954. Do aver fatto per molti anni l’ingegnere, si è dedicata totalmente alla sua vera passione: le arti. Si è quindi laureatai al II livello in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Brera. Paola Moretti è nata a Iseo, vive e lavora a Vimercate ed è laureata al I e II livello in Arti Visive all’Accademia di Brera, con il biennio specialistico in Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica.

 

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