Lambrate: luci e ombre di un quartiere in evoluzione

Lambrate: luci e ombre di un quartiere in evoluzione

stazione-lambrate-324x212 Lambrate: luci e ombre di un quartiere in evoluzione Costume e Società Cultura   Lambrate (Lambraa in dialetto milanese) fu per un certo tempo un piccolo comune autonomo. Nel 1923 venne annesso alla Città di Milano. Oggi rappresenta una vasta area della città di Milano che si estende ben oltre l’originario perimetro fino a raggiungere l’area del’ex polo industriale metalmeccanico che aveva il suo cuore nella fabbrica Innocenti dove venne creata e prodotta la mitica Lambretta.
I luoghi storici più rappresentativi sono l’antica “Cappelletta”, situata all’intersezione delle Vie Conte Rosso, Dardanoni, Bertolazzi, la Chiesa di san Martino in Lambrate localizzata all’incrocio tra Via Dei Canzi e Via Saccardo e la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita.

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La prima fu eretta in corrispondenza di un antico luogo di culto pagano di epoca romana. E’ sopravvissuta ai secoli e persino ad una bomba sganciata durante la seconda guerra mondiale che penetrò il tetto rimanendo inesplosa. La chiesa di san Martino  fu costruita tra il 1913 e il 1927 dove in precedenza ne sorgeva un’altra risalente al quindicesimo secolo e da cui eredita il campanile in seguito ulteriormente elevato. La seconda chiesa si trova in Via Ortica, in una zona che fu frazione di Lambrate, risale al tredicesimo secolo e presenta la peculiarità di avere al suo interno un affresco che ricorda la Grazia chiesta dagli esiliati milanesi alla Madonna di poter far ritorno in Milano dopo la vittoria della lega Lombarda sul Barbarossa del 1176 a Legnano.

La nuova vocazione culturale

Il quartiere è da circa vent’anni in rapida trasformazione con un grande sviluppo dell’edilizia residenziale e presenza di importanti strutture di cura e degenza degli anziani mentre sopravvivono ancora attività produttive di piccole dimensioni. Non manca anche una più recente vocazione artistica e culturale sorta grazie alla riqualificazione di diversi spazi ex industriali situati nell’intorno di Via Ventura seguita dall’insediamento di importanti realtà quali Radio 101 e la rivista Abitare. Da oltre dieci anni è sede del secondo più importante “Fuorisalone” milanese dopo quello di Via Tortona.
Più di recente sono fiorite altre iniziative che attirano molte persone da fuori quartiere e anche da altre città. Tra queste spicca l’East Market ispirato dai mercati della East London, dove i privati possono esporre e vendere oggetti di antiquariato, modernariato, vintage, curiosità e vecchie collezioni.

L’incognita dell’eccessivo sviluppo edilizio

Lambrate in evoluzione presenta anche delle ombre costituite da focolai di degrado e incognite legate a prossimi interventi urbanistici. Esistono ancora diversi edifici ex industriali, disseminati qua e la nel quartiere, che sono oggetto di continue occupazioni abusive da parte soprattutto di slavi, in particolare rumeni e bulgari. Persone che di giorni si impossessano letteralmente di alcune aree pubbliche come ad esempio la rotonda verde di Viale delle Rimembranze di Lambrate, luogo che ospita alberi rigogliosi piantumati in memoria dei caduti lambratesi della Prima Guerra Mondiale.

Lo sviluppo urbanistico atteso per il prossimo decennio riguarda la realizzazione di altri grossi complessi di edilizia residenziale. Il grande sviluppo urbanistico in corso avrà importanti ripercussioni sulla viabilità. Infatti se è vero che la presenza dello svincolo della Tangenziale Est di Via Rubattino consente a residenti ed utenti di poter fluire agevolmente verso nord esiste il problema della massicciata ferroviaria. Questa attraversata solamente da pochi fornici non è già in grado ora di garantire una fluida circolazione veicolare di collegamento con il resto della città.

Il recupero dell’ex scalo ferroviario

Il maggiore intervento di recupero di un’area dismessa a fini di edificazione riguarda una superficie di oltre quaranta mila metri quadri, tra le vie Crespi, Pitteri, Tanzi, Bistolfi, Canzi e ha già avuto il benestare dell’amministrazione comunale. Un altro grande intervento, parecchio controverso, è connesso con la riqualificazione dell’ ex scalo ferroviario. Dovrebbe portare alla realizzazione di edilizia residenziale sociale e servizi vari (ipotesi di residenze per studenti universitari del limitrofo quartiere di Città Studi) occupando una superficie di almeno trentamila metri quadrati. Di questo intervento si sa ancora poco in quanto oggetto di trattativa tra il l’ente proprietario dell’area (le Ferrovie dello Stato) e l’amministrazione comunale. Bisognerà a tal fine cercare di coniugare l’interesse a recuperare l’area dismessa sottraendola all’attuale degrado con quello di ottenere più verde possibile e di qualità per il quartiere.

Gianluca Boari
Laureato in Scienze Geologiche, appassionato anche di storia politica e modellismo

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