Cinema a 2 euro, iniziativa che avrà futuro?

Cinema a 2 euro, iniziativa che avrà futuro?

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Il secondo Mercoledì del mese tutti al cinema a 2 euro. E’ ormai da mesi che questa iniziativa ha preso piede. Sono ormai anni che i piagnistei sugli spazi vuoti di altri luoghi di aggregazione si sprecano. C’è stato il piagnisteo sugli stadi vuoti, piagnisteo che ancora continua. C’è stato il piagnisteo su altri luoghi di aggregazione che ormai sono diventati meramente commerciali come alcuni storici centri sociali politici. Dopo anni nei quali si è osservato il progressivo svuotarsi dei cinema da Settembre 2016 il ministero della cultura ha ritenuto opportuno proporre l’iniziativa cinema a 2 euro. I risultati non sono mancati e per mesi interi ogni Mercoledì si sono riviste intere famiglie e giovani appassionati di un attore oppure di un genere cinematografico specifico. Bene, viene da pensare. L’iniziativa però non durerà ancora molto e d’estate diverrà già un ricordo.

La domanda sorge spontanea, sarà possibile ripeterla?

Se si ripetesse aiuterà il cinema stesso a tornare ad essere popolare? Questo non è dato sapersi, ormai internet e svariati mezzi di comunicazione rendono fruibili film e rappresentazioni culturali in modo più semplice ed i tempi di attesa si accorciano. Nonostante ciò, siamo sicuri che ci sia ancora un vivo interesse per ciò che è e che ha rappresentato la cinematografia in generale? Pensiamoci bene, sembra che ormai tutti siano in grado di essere attori, cantanti o che quantomeno tutti aspirino ad essere attori e famosi. Internet pullula di siti dove aspiranti famosi interpretano o si cimentano in interpretazioni discutibili che sfociano talvolta nella trasposizione del proprio narcisismo. Quindi ci sarà ancora il desiderio di vedere un attore o un film dove non si è i protagonisti?

Ai posteri l’ardua risposta, rimane solo da sperare che l’iniziativa prosegua e che si riesca tramite enti regionali in questo caso a moltiplicare le iniziative per aumentare e sviluppare la cultura cinematografica dei cittadini residenti in Lombardia. L’esempio arriva da un altro paese europeo il quale ha compiuto sforzi titanici per preservare il proprio cinema. Tale paese è la Francia, non è bene emulare e quindi copiare in modo troppo esagerato un modello di un altro paese ne siamo consapevoli.

I risultati

Guardiamo però i risultati, dopo anni di crisi e di mancati incassi il cinema francese è florido, creativo e riesce ancora a far appassionare i propri spettatori d’oltralpe. La speranza è che ci si riesca e che assieme agli spettatori si crei un futuro per il cinema italiano che non sia solo di cinepanettoni ma anche di film di qualità e che in ogni caso si riesca a creare quel vasto seguito di appassionati cinefili che accompagnarono capolavori del passato come quelli per citarne un esempio di Vittorio de Sica. Nulla ci manca spetta solo agli enti nostrani a sforzarsi un po’.

I multisala. Spettatori o consumatori?

Negli ultimi sedici anni abbiamo visto una progressiva tendenza alla crescita di nuovi agglomerati sociali ed economici. Stiamo parlando dei centri commerciali, sorti come funghi negli ultimi sedici anni sono forse l’unica eredità tangibile dell’era berlusconiana. Il ricordo fisico di un’epoca politica, un segno dell’Italia che desiderava forse solo costui e che giganteggiava negli slogan da campagna elettorale. Ebbene in questi agglomerati ovvero strutture che sono veri e propri non luoghi ci sono anche dei cinema. Schiacciati tra un’insegna luminosa e un ristorante in franchise che forse presto chiuderà troviamo anche i cinema multisala. In questi cinema siamo sicuri che le persone che si recano vadano per vedere un film. Se si osservano gli spazi interni si può notare come per metà ci siano insegne che reclamizzano ogni tipo di snack e per l’altra metà film in programmazione.

Sembra che l’abbinamento cibo spazzatura e film sia inevitabile

Sembra che non ci sia posto per nulla che non sia spettacolarizzante e che non sia fruibile ovvero osservabile se non si muovono le fauci. Archiviati i tempi per molti con estrema nostalgia dei cinema fumosi, sembra che abbiamo sostituito il fumo di tabacco all’olezzo di cibi fritti. Sembra che andare al cinema non sia lo stesso evento se non si va in un multisala e se non si consuma un’ abbondante libagione di cibi di pessima qualità. Mangiare, mangiare, mangiare. Evento, evento, evento. Le persone sono al cinema davanti ad uno schermo ma potrebbero essere ovunque.

Non è mia intenzione essere un postmoderno don Chisciotte e combattere contro i mulini a vento rappresentati da questi centri. Viene però da chiedermi se un’alternativa resisterà ad i colpi inferti da costoro e se assieme a svariate associazioni e svariati enti si possa costruire un’alternativa che possa piacere a nuove generazioni di aspiranti cinefili. Un passo notevole in questi anni è stato lo sviluppo del Museo del cinema a Milano. Non resta che da aspettare che svariate succursali continuino a crescere. Che lo spettatore torni ad essere spettatore e non consumatore. Godiamoci quest’iniziativa! In attesa che ci si mobiliti per una rinascita del nostro cinema e che il nostro cinema torni ad essere popolare.

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